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Posts Tagged ‘Voglia di regalità’

Sesso opposto, croce e delizia.

Questa settimana ho avuto la conferma che le effusioni di due uomini mi eccitano e mi stimolano la fantasia. Lo avevo già sospettato, prima con Beautiful, lo storico video di Christina Aguilera, dove due ometti pingui e mollicci si baciano.

Poi è arrivato un film inutile, ma capace di farci gioire: Diverso da chi? Urliamo tutti insieme: LUCA ARGENTERO E FILIPPO NIGRO FATECI SOGNARE! Ancora e ancora…

Sempre di fiction, però, si trattava! Ma questa settimana, oh, che dolcezza e batticuore con l’ormai mitica foto di Zlatan Ibrahimovic e Gerard Piqué che si confidano e intrecciano le loro mani e il loro bacino, con ritrosia e passione malcelata.

Due calciatori: è come quando agli uomini metti due bionde tettone un po’ volgari che non sono lesbiche neanche lontanamente. Due calciatori, di cui uno è Ibra, l’irriverente, l’antipatico, il violento, il presuntuoso, l’ignorante, l’irascibile, anti-fair play per eccellenza. Ma allo stesso tempo sudato, muscoloso (sì! ma cosa importantissima: muscoli non da palestra, ma scolpiti da anni e anni di partite e allenamenti), con i capelli lunghi ormai sfibrati da mille docce in spogliatoi maschili che puzzano di feromone.

Sdoganiamo dunque la fantasia del doppio anche per le donne! È ora! E giusto in tempo per godere ancora di più durante le partite del prossimo mondiale.
Personalmente vorrei Ringhio Gattuso e Fabio Cannavaro.  Me li immagino… Sguardi ritrosi, occhioni e tratti machi del sud che si incrociano, muscoli timidamente guizzanti. Però anche Fabien Barthez e Alex Del Piero

Altro giro, altra passione. Incorreggibile e per nulla benaccetta da parte di me stessa. Con mio grande dolore, istintivamente seguo lo stereotipo della donna media e mi riconfermo attratta dall’uomo di destra più di quello di sinistra.

NB: con destra NON si intende La Lega, La Destra, PDL e UDC (Giammai, schifo!), ma la vecchia old fashioned destra, quella un po’ stilosa e accessoriata di aplomb, che da noi è miseramente sparita con l’aiuto del cafonissimo Popolo della Libertà e cosacce varie.
E purtroppo, quando questa settimana, in vista delle elezioni britanniche, ho saputo che Alex James dei Blur – che ho sempre amato, ma che ho perso di vista da un po’ di anni – vota Tory (in sua compagnia Gary Barlow dei Take That, Craig David, Phil Collins, Tony Hadley degli Spandau Ballet) – dopo un primo grugnito di schifo… mi sono poi scoperta compiaciuta.
In effetti, sono sempre stata – in maniera combattuta, ovvio – innamorata di Gianfranco Fini. Lo so, lo so, non dovrei. Ma ribadisco: con destra non intendo quella ormai nostrana. E si sa che i Tory sono ormai i nuovi Labour, lo dicono tutti. Ecco.

In effetti non potrei mai e poi mai essere attratta da un PD. I Comunisti che ho incontrato sono stati una grande delusione. E l’altro giorno, reduce da una giornata di cappelle al lavoro resi ancora più pesanti dall’arrivo di “quei giorni lì”, ho insultato in pieno stile tamarro Davide Bono che passava in bicicletta in via Garibaldi. Che spauracchio! L’ho visto passare, con quella faccia e quei capelli, e non potevo non urlargli dietro, per poi andare a sfogarmi con la frittura dal Re Calamaro.

Ora, tre ultimi pensierini dedicati a uomini politici internazionali e non-uomini.

mmh, effusioni maschie anche per JuanCarlos...

1) Un bacio a re Juan Carlos. Io amo il re di Spagna, anzi, amo tutta la famiglia reale dei Borbone tranne quel bell’imbusto di Jaime de Marichalar da cui finalmente l’infanta Elena ha divorziato, dopo anni di tribolazioni e tradimenti sentimentali ed economici. Per questo mio amore, tutti i miei amici spagnoli mi hanno sempre ammonito, ma Juan Carlos mi sta simpatico, quindi tanti abbracci e auguri dopo l’operazione che hai subito ieri. Commozione.

2) Vedere Silvio Muccino che fa un ditalino a Carolina Crescentini in Parlami d’Amore è stata una delle scene più orribili a cui abbia assistito. Tutti i miei coinquilini hanno avuto un conato di vomito per questa scena gratuita.

Me lo immagino Silvio Muccino, tra l’altro regista del filmculo*, che decide di aggiungere la scena per sottolineare il momento di paffione, ma comunque non amore e solo poffeffione.
Silvio Muccino, tu mi sottolinei solo quanto sei inutile! Silvio Muccino: se dovessi scegliere tra te e Davide Bono, picchierei te. A sangue. E basta ansimare!
* I filmculo sono quei film palesemente orribili, senza aspettativa, che io e la mia coinquilina Giulia costantemente cerchiamo e guardiamo. Filmculo sono ovviamente quelli di Moccia e i vari con Capotondi, Crescentini, Vaporidis, Silvio Muccino, Katy Saunders, Michela Quattrogiogghe e soprattutto Davide Rossi, il figlio di Vasco Rossi.
Davide Rossi è peraltro protagonista del peggio (quindi meglio) filmculo: Albakiara, ispirato dalle canzoni di Vasco. Perchennò?
Scena finale imperdibile: Raz Degan che spara a Chiara e dice: «È finito il tempo delle mele, puttana!»

3) Ecco la prova che Roberto Calderoli e Susan Boyle sono la stessa persona, o che sono perlomeno separati dalla nascita. Sarebbe una carrambata deliziosa e irresistibile.

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La canzone che Emanuele Filiberto + Pupo + tenore a caso hanno portato a Sanremo 2010 ha risvegliato in noi italiani l’ancestrale domanda “monarchia o repubblica?“.

Da anni, impegnati a decidere quale partito votare, a quale politico dare la nostra fiducia e in quale programma elettorale riporre le nostre speranze, abbiamo ormai dimenticato che, in fondo, abbiamo una famiglia reale!

È anche vero, però, che il popolo italiano merita più che un cantante/ballerino sottaceto dell’Udc come principe, un assassino puttaniere come re e una cariatide scimmiesca come regina. Non per questo, però, dobbiamo dire no alla nostra voglia di regalità, balli a palazzo e matrimoni fiabeschi. C’è una valida alternativa, che da anni sta rivendicando il diritto al trono:

Amedeo d’Aosta Savoia!

O meglio: Amedeo Umberto Costantino Giorgio Paolo Elena Maria Fiorenzo Zvonimiro di Savoia Aosta (Firenze, 27 settembre 1943).

Il 7 luglio 2006 la Consulta dei Senatori del Regno ha infatti promulgato un comunicato che dichiara che, con i relativi titoli e le prerogative ad esso spettanti, è Amedeo l’erede di Umberto II, il Re di Maggio. A lui spetta la successione della Real Casa di Savoia (nonostante molti studiosi – pagati da Vittorio Emanuele – si dimostrino dubbiosi).

Ecco i motivi principali:

– Vittorio Emanuele avrebbe sposato una persona di differente condizione sociale senza il regio assenso, come stabilisce l’art. 2 delle regie patenti date il 13 settembre 1782 dal re di Sardegna Vittorio Amedeo III di Savoia, il regio decreto del 1890 sulla Real casa e l’art. 92 del vigente codice civile. Il mix sangue blu + sangue borghese, in effetti, ha dato risultati disastrosi (Emanuele Filiberto).
– Vittorio Emanuele, inoltre, ha collezionato troppe figure di merda, e soprattutto reati (il tragico episodio della battuta di caccia in yacht, vallettopoli, le imbarazzanti intercettazioni telefoniche con Pippo Franco e il relativo tentativo di Golpe).
Amedeo è stato al Polo Nord con Mike Bongiorno: clicca qui per leggere il toccante ricordo.

Da anni Amedeo ha accettato il proprio destino di re: «Se il popolo italiano dovesse chiedermelo e mio cugino rinunciasse ai suoi diritti, sarei pronto ad assumere anche le mie responsabilità dinastiche» (Corriere della Sera, del 9 ottobre 2002). Ad Amedeo, sposato con la compassionevole e radiosa Silvia (nella foto eccola in missione umanitaria in Iraq), succederebbe il figlio Aimone.

Il bellissimo principe e la consorte Olga di Grecia, donna moderna ed emancipata,  sono genitori del piccolo Umberto (nome di buon auspicio!).

Anche le sorelle di Vittorio Emanuele – capitanate dalla maggiore Maria Gabriella, la “principessa erudita” – appoggiano Amedeo d’Aosta, unite nell’odio per il fratello scialacquatore e per la cognata avida di denaro.

Mio fratello sta distruggendo quanto mio padre fece in trentasette anni di esilio. D’ora in poi, per me sarà solo il “Signor Savoia” […]. Marina Doria, specialmente, è una donna assai attaccata ai soldi, in quanto proviene da una famiglia di imprenditori falliti […]  Alla luce di questi ultimi fatti, penso proprio che quei tre possano soltanto tornare a Ginevra per coltivare fiori.

Amedeo sarebbe comunque un buon re: guardatelo qua, nel messaggio d’auguri per il 2009:

Altro che il melenso testo proposto da Emanuele Filiberto, composto di concetti sbiaditi e di stanca retorica: Amedeo ha in mano proposte, idee, passione!

Oltre a lodare e sostenere gli indigenti, che con dignità ricevono un gesto di conforto dalle instancabili e «encomiabili organizzazioni caritatevoli» che sostituiscono lo stato dedito agli sprechi, Amedeo sbugiarda coraggiosamente i paradossi di quella che dovrebbe essere una «democrazia fondata sul lavoro». Sua Altezza Reale vuole investire sui giovani, sulla loro capacità innovativa, ma soprattutto denuncia la «scellerata anarchia globale», da combattere con il commercio equosolidale! Grande! E infine saluta coloro che troppo spesso vengono dimenticati: gli scienziati, costretti a lavorare in ristrettezze, fuggendo all’estero, ma senza dimenticare di dare lustro all’Italia.

Amedeo conosce il suo popolo, ed è un grande innovatore, un critico, un costruttore.

Alcuni anni fa, addirittura, Vittorio Emanuele aveva tentato di intimidirlo con un gesto ben poco regale: durante il banchetto per il matrimonio di Felipe di Borbone con la bella Letizia, il paonazzo gigione aveva sferrato alla nostra vera S.A.R. due pugni, minacciandolo. Vittorio Emanuele aveva così siglato la caduta della propria corona e, cacciato personalmente dal party dal saggio ma severo Juan Carlos Re di Spagna, è stato dimenticato dalle teste coronate mondiali.

Ora, è giusto che l’Italia si svegli.

W il RE d’Italia Amedeo I ! Avanti Savoia!

S.A.R., t.v.b.!

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