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Posts Tagged ‘Invasione del Mondo’

Siamo in tempo di ostensione (per chi se lo fosse chiesto: ostendere, [o-stèn-de-re] ostèndo, -di, ostèndono; ostendènte; ostènto o ostènso, v. tr. Mostrare, dal dizionario online Hoeply), e Torino spopola di gadget e pellegrini a tema.

L’Uomo della Syndone fa capolino, in tutte le salse possibili: accendini e calamite dal tabaccaio, piatti da appendere al muro e tovagliette per la colazione sulle bancarelle, reliquia bruciacchiata al Duomo. E, a seconda dell’umore, per tutti questi articoli si può scegliere la versione in positivo o in negativo. Nero su bianco o bianco su nero?

Alcune profonde riflessioni sulla Syndone:

– Pellegrini, pellegrini, pellegrini e anche amici VIP in fila. Tutti noi vorremmo gridare: sì, però è solo l’Uomo della Syndone… Non è Gesù, almeno non di sicuro! Credere, però, è bello. Finchè ci è permesso, almeno in certe sfere della vita, è giusto dare al mondo la forma che vogliamo. Io non rinuncerò mai a credere che Billy Corgan sia effettivamente il fratello di SuperVicky, anche se la leggenda metropolitana in questione è già stata smontata in più e più punti, come mi insegna la mia coinquilina BecK’s.

– A proposito di serie anni Ottanta/Novanta, lo sapevate che Dustin Diamond, l’ex Screech di Bayside School, si è dato al porno? Ha girato  Saved by the Smell (gioco di parole con Saved by the Bell, titolo originale della serie), sperando di rimpolpare la fama e sanare i numerosi debiti. La tristezza.

– Oggi, durante la predica, il sacerdote della Chiesa di San Tommaso ha detto che Gesù era già generoso a partire dal suo gruppo sanguigno: AB+, il più utile. Sbagliato: l’AB+, oltre ad essere un locale di Torino, può donare sangue solamente a individui con sangue AB+, pur ricevendo da tutti i gruppi.

– Il nome del Sacro Sudario viene dal greco, e significa «lino di buona qualità».

– L’Uomo della Syndone si copre le pudenda davanti, ma non quelle dietro.

– La Syndone fa paura come Marcellino Pane&Vino.
Uomo della Sindone «Vieni qui, pellegrino, chiudi gli occhi»
Pellegrino sfigato «Ma veramente, io… »
U.S. «Shh, dormi pellegrino»
P.S. «Ecco io dovrei, ecco avrei delle cose da fare… »
U.S. «Dormi!»

– Vince finora, tra i souvenir, il piatto con:
Duomo di Torino a sinistra
Cielo glitterato e, in alto a destra, volto della Syndone fatto di nuvolette
Sotto: Syndone stesa
In basso a destra: Ratzinger che ammicca sornione.

Ma: da due mesi in via XX Settembre si pensa a come sfruttare il business della Syndone, infilandoci nel mercato dei gadget. Essendo umanisti privi di spirito imprenditoriale, non abbiamo tradotto in pratica le nostre brillanti idee da cazzeggio, che sicuramente avrebbero riscosso un enorme (e meritato) successo:

1) Set di lenzuola Syndone: copripiumone con il corpo, copricuscini con la testa. Double face in positivo e negativo.

2) Gira la Syndone: un giralamoda in cui ci si diverte a vestire il Santo Sudario come più ci piace, inventando mise e abbinamenti per mille situazioni… una cena con le amiche – o con gli apostoli -, una festa di beneficenza, una giornata in ufficio, in giudizio davanti a Ponzio Pilato. E qui si vola con la fantasia…

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Alcuni brevi spunti di riflessione, forse retorici e sicuramente BANALI. Ma ho bisogno di sfogarmi. E questo blog è mio. Dopo, un gioco divertente.

I due Eroi della Lega: Roberto Cota e Alberto da Giussano. E non provate a dire che non sapete chi è quest'ultimo...

  • La regione ha deciso. Vorrei aggiungermi al gruppo di Facebook Cota non è il mio Presidente. Ma come faccio? La democrazia ha fatto il suo corso, la maggioranza ha vinto e l’unica soluzione è andarsene dal Piemonte. Voglio solo aspettare, per vedere un leghista festeggiare i 150 Anni di Unità dell’Italia.
  • Basta con questo suffragio universale. Ci vuole un discrimine. In fondo è una parola che tanto piace ai leghisti. E come discrimine propongo: l’ignoranza della gente. Mettiamo un test che dà accesso alla propria scheda elettorale. Domande semplici, di conoscenza base di storia, geografia ed educazione civica. Es.:  ≪Quanti membri ha il senato?≫, ≪Quante province conta la tua regione e chi è il Presidente della tua provincia?≫, ≪A cosa serve il Parlamento?≫, ≪Chi è il Presidente della Repubblica?≫. Ognuno di noi sarebbe costretto a un ripassino, sempre utile. Purtroppo questo test non lo fanno neanche per la consegna dal badge parlamentare (ok, è una battuta scontata, e allora?).
  • Non dico queste cose come una di sinistra che insulta gratuitamente la destra. NO. Anzi, avrei una domanda un po’ più difficile: non c’è nessuno di destra a cui questa politica di destra fa schifo? Là fuori, so che ci siete. Sia tra gli elettori, sia tra i politici. E allora gridate cazzo, per la vostra dignità.
  • Possibile che l’ultimo ad averlo fatto sia stato Scalfaro (il cui video del famoso ≪Non ci sto≫ manco si ritrova su Youtube, se non manipolato da qualche buontempone che si diverte a inserire scorregge nel montaggio – wow, manco il mio umorismo arriva a tanto)?
  • Ieri il mio amico Ale mi ha fatto pensare ai tempi di Don Camillo e Peppone, metafora del vecchio teatro politico. Un teatro in cui ognuno combatteva per le sue Idee . Idee riconoscibili in quanto tali persino dall’avversario in quanto avversario. Incredibile.
  • Mi hanno rubato il colore preferito, il verde.

    Il virilissimo e soprattutto padanissimo Raz Degan nelle vesti di Alberto da Giussano

  • Una volta per sentirsi virili, ci si comprava la macchina grande, la moto. Ora si vota Lega. Il mondo, ormai, è difficile da capire, ha troppe sfumature. La Lega, così come il ministero con la m minuscola di Calderoli, semplifica.
  • E giusto per semplificare e per sbandierare virilità, Cota ha già ribadito più volte che revocherà i fondi per il gaypride.
  • Ma Cota è per la difesa della vita – disse prima di massacrare i NoTav – e per questo le pillole RU486 ordinate dalla precedente giunta rimarranno in magazzino. Caro, ma la Lega, agli albori, non si vantava di non essere serva della Chiesa? Almeno quello, dai, dai…
  • Cosa dovevano ancora fare Pdl e Lega per perdere credibilità agli occhi dei cittadini (con la c minuscola)? Ah, no, giusto. Era tutto un complotto.
  • Non vedo l’ora di leggere i libri di storia che usciranno tra 50 anni.

Ora però voglio proporre un GIOCO. Anche questo costruito BANALMENTE, superficialmente. Lo dedico a chi ha votato il Carroccio e s’intitola GIOCHIAMO ALLA LEGA. Giusto per allenarci ai prossimi anni.

Scopo del gioco – ironico, ma crudele – è trovare l’intruso, l’infiltrato. Io faccio il giudice.

Cari amici meridionali che avete votato Lega (o alleati), grazie! Avete aiutato la depurazione del Piemonte, ma non sapete che le prime vittime siete voi. Nella mia memoria di bambina cresciuta in un piccolo paesino

Bagnuma 'nt l'oli tùit ansema

piemontese, quanti insulti sul vostro conto! Voi terroni, napuli, scansafatiche, arrivati a rubare il lavoro. Guai se una ragazza portava a casa il fidanzato del Sud, o viveversa. Meno male che il padre, facendo pronunciare allo straniero la frase Dui puvrun bagna’ ‘nt l’oli lo fregava subito. Poi sono arrivati gli albanesi e ci siamo distratti.
Cosa dite, che in questi anni avete conquistato il vostro posto, vi siete dati da fare? Non mi sembra. Infatti, nei circoli e circuiti strattamente piemontesi si parla ancora di quanto voi siate “diversi”. E poi avete macchiato la Nostra società civile con i vostri usi e costumi barbari: gli orecchini d’oro a cerchio con lo smalto, i buchi alle orecchie nelle bambine neonate, e negli anni Novanta avete inaugurato le frangette maschili ossigenate. E poi la puzza di melanzana fritta sui pianerottoli, a ogni ora… E poi, cari, è anni che siete qui. Possibile che non siate ancora in grado di parlare con un accento corretto, decente? Dite che non esiste un accento “corretto”? Beh, qui si parla il Nostro. E basta infestare la nostra lingua con parole come “minchia“!

Ah, voi veneti. Non pensiate di rimanere illesi. Prima dei meridionali siete arrivati voi. Sicuramente sarete d’accordo con il gioco, visto che i vostri corregionali hanno portato il ministro Zaia al potere, come era naturale, anche se un pettegolezzo trevigiano lo vuole, negli anni Ottanta, famoso spacciatore di pasticche alla discoteca Manhattan di TV. Sicuramente, se fosse vero, sarebbero state pasticche Made in Italy, non contraffatte, giusto per difendere l’agroalimentare italiano. Ma torniamo a noi. Cari veneti. Ricordo aneddoti dei nonni piemontesi che raccontavano quanto foste “strani”, appena arrivati. Nella mente ne ho uno in particolare, che narra di come schiacciavate le nocciole con un martello. Ma chi ha mai visto, trogloditi! E poi, quella vostra impossibilità di distinguere le consonanti doppie da quelle semplici… Tornatevene a casa.

Tornatevene a casa, cuneesi!

Ok, ora però bisogna tirare le somme, per bene. Voi vercellesi. Alle orecchie di noi Torinesi il vostro accento suona veramente ignorante, volgare. Tornate nelle campagne, per Dio! E… cuneesi… la vostra Granda offre abbastanza spazio vitale per voi, il vostro gozzo, il vostro mento enorme. Tornate là a sprecare la luce.

Quanto a me, lo ammetto, con i miei imbarazzanti provincialismi sto intaccando Torino, mio attuale domicilio. Devo tornare a Cavagnolo e, più precisamente, a Casa Mosso Alto.

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Oggi vi parlerò dell’assurdo universo di American Girl.

Devo ringraziare Abu, storico amico perugino del mio coinquilino, nonchè simpatico e arruffato supermegaricercatore in fisica in una sperduta università della Virgina, per avermi spalancato le porte di questo mondo.
Chattando una sera di novembre, Abu mi parlò sconfortato di American Girl, una catena di grandi magazzini degli Stati Uniti dove non solo si comprano bambole, ma le bambine possono andare dalla parrucchiera insieme alla loro bambola, dall’estetista con la loro bambola, al bar con la loro bambola, e fare shopping con la loro bambola, far fare un check-up medico alla loro bambola: e che divertimento se ci si pettina e ci si veste come la propria bambola!

Fino a qui, tutto bene. Insomma, magari esagerata l’idea di vedersi seduta dalla parrucchiera insieme alla propria amica di plastica, e spendere per lei centinaia di dollari in cure per le unghie, minitorte che non mangerà mai, miniature di lettini e scrivanie in puro ebano e vestiti firmati…

Ma documentandosi attentamente sul web si può facilmente capire come, sotto le fattezze deliziose, educate e multietniche delle American Girl, si nasconda un piano verso l’invasione e la conquista del mondo: le bambine – e non solo! ci sono anche adolescenti, ventenni, trentenni senza una vita- che posseggono queste bambole, infatti, diventano maniaco-compulsive e, come ipnotizzate, cominciano a vivere solo ed esclusivamente in funzione delle loro amiche (forse) inanimate.

L’ultima moda è, per le fan del mondo di American Girl, quella di condividere attraverso youtube i nuovi acquisti per il guardaroba delle  proprie bambole. Guardate questa ragazzotta del Texas un po’ cresciuta, Amy: ormai prima di una qualsiasi linfa vitale, per quasi otto minuti parla in camera, elencando gli abiti che ha acquistato per la sua bambola, descrivendone il colore (svegliona, sei in video!), indicando lo stilista, il prezzo, e dando consigli sui migliori fashion designers per bambole (lei stessa, però, si diverte da tempo a confezionare abiti per le sue migliori amiche). [non guardate i video per intero, sono noiosissimi! Ve ne basterà un assaggio]

Osservatela: totale perdita della vitalità, del sorriso e della gioventù, occhiaie, fronte aggrottata, unghie laccate e plastificate, gioielli da quarantenne e permanente dai risultati disastrosi.

Altro video, altro indizio di nevrosi incontrollabile: la stessa FatteNaVitaAmy invita una giovane amica davanti alla telecamera affinchè mostri i suoi preziosi averi, ma con avidità e violenza prende il controllo della scena, delle bambole e dei vestiti. Sottomessa, inutile e agghindata in maniera sconcertante, l’altra cerca visibilmente di ricacciare le lacrime.

Amy ha ormai l’atteggiamento dell’assassina, è un automa nelle mani delle bambole.

Ma attenzione, le American Girl sono infide, furbe, e sanno attaccare nei modi più diversi. Quest’altra ragazza ha già collezionato una ventina di bambole, e, dopo averle radunate, filma cerimoniosamente il momento dell’apertura della scatola che le porta le sue nuove migliori amiche: Chrissa and Kendall (ogni modello American Girl ha un nome e un carattere). Anche questa ragazza è un po’ cresciuta, ma vive per le sue American Girl, salutandone l’arrivo con i soliti urletti da americanozza gratuitamente entusiasta.

Le American Girl prenderanno il controllo del mondo. E come è palese dal filmato qui sotto, l’invasione è pronta.
E’ ora di riprendere in mano i sempre fantastici Lego, e di costruire un fortino con tanto di trappole e passaggi segreti per difenderci.

Un abbraccio di plastica!

V.

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