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Posts Tagged ‘Dai tempi di Via delle Orfane’

Chi l’ha visto?

È da quando noi coinquilini si abitava, un po’ più stretti, ma ugualmente gioiosi, in via delle Orfane, che un singolare personaggio condisce le nostre giornate e le nostre pareti, sorprendendoci ogni volta.

Gli scritti di Daniele Fiorioinventore misterioso e incompreso, matematico strabordante, e probabilmente nostro ex vicino di casa – compaiono periodicamente di mattina, affissi alle porte di via delle Orfane, ma anche in via Verdi, a Palazzo Nuovo, in via Po, per urlare la propria rabbia contro “lo stato beffeggiatore” e “ladrone di brevetti“.

In veri e propri editoriali in formato A3, a volte dattiloscritti, altre farciti delle sua disordinata, aggrovigliata, straripante ed esuberante calligrafia, Fiorio parla dei mali del mondo contemporaneo. In uno degli ultimi manifesti, ad esempio, dice la sua sulla questione del crocefisso nelle scuole:

Storia + Storia delle Religioni + Filosofia = ora di religione. Preferisco vedere il poster di Barbara Bousce nuda che tenevo quando ero minorenne 33 anni fa piuttosto che vedere un uomo crocifisso in aula no grazie seminudo inchiodato ad una croce frustrazioni sensi di colpa sadici nelle aule pubbliche è un imposizione. Ma va bene che tutti non condividoto siate seri. Con simpatia del film con Pippo Franco dove i bambini si vedevano le donne nude in spiaggia il nudismo nei luoghi giusti non credo dia fastidio. A parte l’occasionale si può ammirare la bellezza di gamba. Daniele Fiorio

Daniele urla contro la giustizia (“I Magistrati Sono in Funzione Della Giustizia e non dei Bagordi” – e qui traccia un grafico, dove la variabile delle Y è la giustizia, e la X sono i funzionari di giustizia), e si arrabbia soprattutto perchè gli italiani sono ladri di brevetti, i suoi brevetti, le sue invenzioni che mai hanno preso vita, come lo Spafiro: spazzolino, filo e ferro con cui, spiega “si risparmierebbero molte sofferenze“. Si compone, come spiega con uno “schizzo occasionale“, di “lamella raschiatartaro posteriore e fil di ferro interstiziale anteriore entrambi retrattili manualmente“.

E contro un mondo di “Orbi e torbidi“, ecco un’altra invenzione: Acqua Pulita (“Pompa + spugna e sapone + asciugamano = risparmio di alberi, di ossigeno, di carta e di soldi […] e salute per l’ambiente“). Daniele pensa al mondo in cui viviamo, e solleva scomode questioni: “Il sistema astronautico per lavare i panni non inquina le acque?” “Se sulla Piazza Castello di To vi fosse un ologramma del sistema solare rotante?“.

Attraverso i suoi scritti, quest’uomo rivendica i riconoscimenti mancati, i brevetti collassati di fronte a uno stato sordo, che vieta di “realizzarsi positivamente” e di inaugurare oggetti che ci educhino alla conoscenza.

Ma allo stesso tempo Daniele Fiorio è ottimista, non smette di scriverci attraverso le sue sgangherate e vivaci fotocopie appese ai muri del centro. Prestate attenzione la prossima volta, leggete! E soprattutto, se qualcuno di voi sa qualcosa di lui o lo conosce, mi faccia sapere!

E vi lascio con un pensiero ottimista, sempre dalla mano del nostro Archimede misterioso. Un’idea che non lo abbandona e lo spinge a scrivere, nonostante tutte le crociate perse e le battaglie contro i mulini a vento. Un’intuizione che può essere utile anche a noi:

Per la stampa “all’opinione pubblica non interessa” non credo che l’opinione pubblica sia tutta scema

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