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Posts Tagged ‘Dai muri di Torino’

Bcool, un city magazine che rivela gli spot più trendy nelle città più dinamiche, i segreti per essere al passo con i tempi e con i luoghi. Bcool, con le sue foto patinate e i grandi spazi bianchi ai margini della pagina che fanno molto «ehi, ci affidiamo a dei designer per il nostro free press» è un format disponibile in diverse versioni: Torino, Milano, Roma, Firenze, Coste, Montagne, New York, Miami.

Glamorous pubblicità si alternano a consigli su dove bere, mangiare e comprare e a interviste a personaggi più o meno rappresentativi della scena culturale della città in questione (o della montagna, o della costa…).

Ma a Torino, insieme ai nostri cugini milanesi, siamo i più fortunelli: sì sì, perchè noi abbiamo la rubrica If I was an It Girl. Autrice: Elena Barolo! Sì, lei… Velina, Centovetrine, 7 Vite

Nel suo spazio la biondina “tuttopepe”  dovrebbe raccontare la città vista dai suoi occhi trendy ma originali, patinati ma freschi, da vera ItGirl capace di creare e dettare moda. Una scusa, ovvio, per fare marchetta a prestigiose boutique, hotel 5 stelle e ristoranti (ed è giusto, essendo Bcool un free press che non vive di sola aria e design “fresco e innovativo“).

Partiamo da Torino, città natale dell’autrice.

La scena si apre con la protagonista che sfreccia in 500 per le strade del centro, ascoltando Lady Gaga, e pensando all’ultima puntata di Gossip Girl [dalle prime righe già nominate invano due icone, grr]: la Barolo tiene a sottolineare che lei non aspetta che le puntate del telefilm vadano in onda in Italia: guarda direttamente quelle trasmesse negli Usa. Wow, originalissima, una dei pochi a farlo.

Ma andiamo avanti: il primo colpo di scena, per il quale è giusto spendere parole: come Lady Gaga in GG, anche lei veste quel freshly bunanima di Alexander McQueen. E ci descrive con abile minuzia il suo look. Interessante. Sulla scena abbinamenti “nuovi”, abiti pescati in luoghi unici e un po’ particolari, che solo lei, da buona torinese, può conoscere: Piazza San Carlo, Via Roma… grazie Elena che dividi con noi i segreti della tua città.

La Barolo, poi, passa davanti al Golden Palace Hotel, dove c’è la sua spa preferita (che si fottano i fumi e i sapori dell’hammam di via Fiochetto!). Ma il tocco di genio arriva quando l’autrice descrive i suoi anni da liceale, quelli in cui sperava di scampare alle interrogazioni di greco (originale anche in questo), perchè il pomeriggio passava troppo tempo da Armani (un piccola e particolare boutique tipica di Torino) a fare spese pazze per «trovare i look più giusti per le feste del liceo». Eh? Ma tu a Gossip Girl ci credi veramente! [Forse la mia è invidia, ai tempi ero ancora schiava delle mie sopracciglia.]

Alla fine di questa pagina di diario, la nostra emancipata giovane donna in carriera deve correre nella pescheria più cool di Torino (che sta di fianco al cinema porno di via Sacchi, per intenderci): non può sfigurare a cena, perchè arrivano gli amici dalla Sardegna (mica dal Molise o dalla Valle d’Aosta…)!

Uno sguardo trasversale su Torino, lo definirei. Grazie Elena Barolo e grazie Bcool, ora sì che conosco di più la mia città.

Zompiamo ora a Milano: qui la cronista più traslucida che patinata vuole descrivere una ragazza alla mano, dando voce a una persona vera, a una di quelle figure che popolano la quotidianità e a cui troppe poche volte viene dato spazio: la giovane stagista che, nonostante il duro lavoro di ogni giorno, vuole comunque vivere la realtà meneghina in tutti i suoi aspetti più autentici e originali.

La nostra reporter diventa dunque una ragazza che si alza alle 7: dura la vita, la protagonista si deve preparare e volare a una sfilata sulla quale dovrà poi scrivere un pezzo. L’ansia, però, riguarda solo il look da adottare (e qui altra descrizione dettagliata di abiti, accessori e marche/marchette – comunque no Sig.na Barolo, lei non è il nuovo guru della moda): come ogni stagista, infatti, Elena (o meglio, il suo io narrativo) aspetta l’autista dell’azienda per cui lavora, il quale l’accompagnerà al lavoro. La protagonista, in anticipo di due minuti sulla tabella di marcia, non solo ha tempo di definire il suo look «perfetto», ma fantastica anche sull’accessorio che – da buona stagista – si potrà regalare grazie al prossimo stipendio: l’immancabile tronchetto-bustier di De Louboutin.

Bloccata nel traffico, inoltre, la protagonista ci regala un segreto, «la regola numero uno del fashion system»: a una sfilata non è lei, stagista-pseudo-giornalista, a essere la star: è la collezione! Una chicca solo per noi lettori di Bcool!

Giusto in tempo di sedersi al fianco della stampa internazionale, di descrivere Anna Wintour in un modo veramente inedito («la donna che decide cos’è In e cos’è Out») e di guardare con occhio critico e da intenditrice allo stilista di turno, Elena è già in un originalissimo superhotel ad aspettare la sua «best friend» (cazzo, best friend no! best friend no!!) per andare alla spa e alla champagnerie, alla faccia dell’articolo da scrivere così in fretta da necessitare un autista.

Ma la chicca arriva al fondo del reportage, in cui la bella Barolo chiosa con un «Bella, la vita della stagista!».

[Insulti]

[Altri insulti]

E io non posso che chiosare con un «Accattivante, la scrittura di Elena Barolo!».

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Chi l’ha visto?

È da quando noi coinquilini si abitava, un po’ più stretti, ma ugualmente gioiosi, in via delle Orfane, che un singolare personaggio condisce le nostre giornate e le nostre pareti, sorprendendoci ogni volta.

Gli scritti di Daniele Fiorioinventore misterioso e incompreso, matematico strabordante, e probabilmente nostro ex vicino di casa – compaiono periodicamente di mattina, affissi alle porte di via delle Orfane, ma anche in via Verdi, a Palazzo Nuovo, in via Po, per urlare la propria rabbia contro “lo stato beffeggiatore” e “ladrone di brevetti“.

In veri e propri editoriali in formato A3, a volte dattiloscritti, altre farciti delle sua disordinata, aggrovigliata, straripante ed esuberante calligrafia, Fiorio parla dei mali del mondo contemporaneo. In uno degli ultimi manifesti, ad esempio, dice la sua sulla questione del crocefisso nelle scuole:

Storia + Storia delle Religioni + Filosofia = ora di religione. Preferisco vedere il poster di Barbara Bousce nuda che tenevo quando ero minorenne 33 anni fa piuttosto che vedere un uomo crocifisso in aula no grazie seminudo inchiodato ad una croce frustrazioni sensi di colpa sadici nelle aule pubbliche è un imposizione. Ma va bene che tutti non condividoto siate seri. Con simpatia del film con Pippo Franco dove i bambini si vedevano le donne nude in spiaggia il nudismo nei luoghi giusti non credo dia fastidio. A parte l’occasionale si può ammirare la bellezza di gamba. Daniele Fiorio

Daniele urla contro la giustizia (“I Magistrati Sono in Funzione Della Giustizia e non dei Bagordi” – e qui traccia un grafico, dove la variabile delle Y è la giustizia, e la X sono i funzionari di giustizia), e si arrabbia soprattutto perchè gli italiani sono ladri di brevetti, i suoi brevetti, le sue invenzioni che mai hanno preso vita, come lo Spafiro: spazzolino, filo e ferro con cui, spiega “si risparmierebbero molte sofferenze“. Si compone, come spiega con uno “schizzo occasionale“, di “lamella raschiatartaro posteriore e fil di ferro interstiziale anteriore entrambi retrattili manualmente“.

E contro un mondo di “Orbi e torbidi“, ecco un’altra invenzione: Acqua Pulita (“Pompa + spugna e sapone + asciugamano = risparmio di alberi, di ossigeno, di carta e di soldi […] e salute per l’ambiente“). Daniele pensa al mondo in cui viviamo, e solleva scomode questioni: “Il sistema astronautico per lavare i panni non inquina le acque?” “Se sulla Piazza Castello di To vi fosse un ologramma del sistema solare rotante?“.

Attraverso i suoi scritti, quest’uomo rivendica i riconoscimenti mancati, i brevetti collassati di fronte a uno stato sordo, che vieta di “realizzarsi positivamente” e di inaugurare oggetti che ci educhino alla conoscenza.

Ma allo stesso tempo Daniele Fiorio è ottimista, non smette di scriverci attraverso le sue sgangherate e vivaci fotocopie appese ai muri del centro. Prestate attenzione la prossima volta, leggete! E soprattutto, se qualcuno di voi sa qualcosa di lui o lo conosce, mi faccia sapere!

E vi lascio con un pensiero ottimista, sempre dalla mano del nostro Archimede misterioso. Un’idea che non lo abbandona e lo spinge a scrivere, nonostante tutte le crociate perse e le battaglie contro i mulini a vento. Un’intuizione che può essere utile anche a noi:

Per la stampa “all’opinione pubblica non interessa” non credo che l’opinione pubblica sia tutta scema

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