Feeds:
Articoli
Commenti

Domenica Cinque riesce a sconvolgere persino me. Finchè si limita a dare lezioni di vita attraverso i personaggi del GF, tutto bene, sono parte della  fiction. Quando arriva Meluzzi a commentare, la faccenda si aggrava, sia per il suo avvincente mix di bigottaggine e viscidume assoluto, sia perchè se si conoscesse meglio la storia di quest’uomo, tutta la sua morale (cito, giusto per dirne una: «spero di poter abbracciare Morgan e aiutarlo in tutti i modi […]. E se la Rai dovesse portarlo a Sanremo, credo che sarà legittimo proclamare uno sciopero del canone») assumerebbe un colore ancora più marrone.

[Su Alessandro Meluzzi, massone, ex-senatore forzista, portavoce del pedofilissimo e mafiosissimo Don Gelmini, fondatore di pseudo-case di cura speculative sparse per le colline piemontesi, affidate a prestanome pluri-indagati e colpevoli di bancarotta la cui filosofia assistenziale si basa sull’abuso di calmanti, bisognerebbe aprire un capitolo a parte, che non sarebbe in tono con questo blog. Mi limito, per chi volesse, a questo e questo.]

Ma si va oltre: entra in scena Alessandro Marcolin. Barbara D’Urso, già commossa, spiega che Alessandro era un broker che guadagnava tantissimo, che un giorno ha ricevuto un’illuminazione, e ha scelto la vita del clochard (e qui si marca tutto con pronuncia franscese). Il barbone ha la barba lunga e spiega che era borghese a casa di amici borghesi, quando alla tv hanno mostrato un documentario sui bambini africani, somali, «quelli con le mosche intorno» (parole sue), e allora lì ha capito che la vita ha un senso che va ricercato. Schifato dai suoi amici pieni di belle parole, ma che mai avrebbero fatto qualcosa per quelle creature, decide di diventare un senzatetto. Il ragionamento non fa una piega.

Alessandro lascia lavoro, casa, averi, moglie e figlie («non devo spiegare niente a nessuno»), e diventa un clochard (attention à la pronunciation), ma non uno qualunque: veste i panni del buon samaritano, per aiutare e incoraggiare gli altri barboni. Come? Spiegando a loro e alla gente che «bisogna trovare il senso della vita», «oggi non pensa più nessuno», «bisogna fermarsi ad ascoltare».

Alessandro dorme alla stazione di Milano Lambrate e si sveglia presto per dedicarsi all’igiene: come ama spiegare agli altri senzatetto, bisogna sempre essere «puliti e lavati» e scegliere dal guadaroba Caritas i vestiti migliori («Veste scarpe Tod’s e cappotti Loro Piana»). E guai ai barboni che non si lavano: lui, a quelli, manco si avvicina, così rimangono freschi, senza spiegazioni sul senso della vita (per lui un tormentone), su come trascendere. Sì, perchè Barbara D’Urso ricorda che Alessandro viene chiamato – da tutti, clochard e non – “Il Filosofo” (nomignolo che non sarà per niente ironico, no no…).

Arriva poi il momento della colazione, e qui Alessandro si bulla raccontando come deve dire basta, perchè tutti fanno a gara per offrirgli il caffè, perchè lui è saggio (immagino i pendolari del mattino che fanno a gara a comprargli brioche e cappuccino – «Il mio regionale per Rho-Fiera Milano sta per partire, ma ti prego filosofo-clochard, prendi il cornetto alla marmellata». «No! Prendi il mio saccottino al cioccolato, e ti prego, dicevi sul senso della vita? Ti prego, interessante, continua…»), e dopo sette caffè, gli dispiace quasi rifiutare, per non offendere nessuno. Ricorda comunque, ancora una volta, che ama occuparsi di trascendenza spirituale, è quasi un asceta: «Il cibo non è la mia ossessione».

Barbara D’Urso sorride, ma nei suoi occhi lucidi c’è commozione, di fronte a tanta vitalità e allo stesso tempo sofferenza. Sofferenza che Alessandro, con grande dignità, mai nomina, neanche un cenno (mumble mumble).

Intervistare Alessandro è come sfogliare il Manuale del Guerriero della Luce di Paulo Coelho: si ha a che fare con frasi a caso in cui si mischiano parole ricorrenti a cui dare significato metafisico: senso, vita, trascendere, spirito, valore, cappuccino, bar, igiene, riflessione.
Barbare tiene a precisare che il nostro amico clochard è un intellettuale, un uomo forbito, ed è vero, visto che parla di senso della vita, spiegando che è «importante cercare il senso della vita», in modo da trovare «il senso della vita». Concetti densi e pregni.

Siamo quasi ai livelli di Paolo Berry, quando nei suoi servizi a Le Iene, dopo aver raccontato ogni genere di tristezza biografica, batteva il cinque a senzatetto, drogati, e malati terminali di Aids, quasi per dire «Grande, vai così, ti sto dando voce, e ti dò pure il cinque perchè non ti considero diverso, anzi, sono trendy e spontaneo».

Dopo una veloce panoramica sul pubblico (quello che considera i gay un’anomalia, ma che applaude quando le sexy Sara&Veronica del GF lesbicano, «vedi che quello che dicono nei porno sulle lesbiche è vero? E vanno pure con gli uomini, non sono malate!»), Barbara, con un sorriso carico di gratitudine, sottovoce, la voce strozzata dalle lacrime – che sembrano pericolosamente vere – ringrazia il clochard per la «lezione di vita» regalata a tutti noi e gli chiede di tornare presto, per fornirci altri nuovi spunti di riflessione.

«Certo!» Risponde lui.

Occhio al catering, non me lo fate ingrassare!

Annunci

Come si fa l’amore? È la domanda più cliccata su Google. In un’Italia in cui l’educazione sessuale è ancora tabù, in cui gli adulti fanno fatica ad accompagnare i figli nella teoria dell’argomento, in cui la televisione manda messaggi fuorvianti e frammentati (io stessa mi chiedevo perchè i protagonisti di film e telefilm non si fermassero mai per mettere il preservativo, visto che sembrava che venissero sempre dentro), e in cui Cioè non è più un caposaldo dell’informazione puberale, agli adolescenti non rimane che scambiarsi informazioni e confrontarsi, costruendo un’enciclopedia medica un po’ emo, ma sempre pronta all’uso.

Il canale preferito è Yahoo Answers, dove anche di fronte alle domande più “piccanti” l’umorismo da spogliatoio viene spesso e sorprendentemente lasciato da parte: le risposte sono serie (beh, il tono lo è), anche perchè quelle migliori vengono premiate con i punti dati dagli utenti, e si diventa popolari.

Veniamo alla domanda incriminata, la più cliccata di Google: Su Yahoo Answers il giovane GIANLUK-KORE chiede: Come si fa l’amore?

La risposta migliore e i caratteri fastidiosi del nick sonodi▐▀▀▼▀▀▌ ►คภﻮєl ๏Ŧ ๓ยรเς◄ ▐▄▄▲▄▄▌:

[riporto, senza correggere sintassi e grammatica]

«Si inizia con qualche bacetto giusto per riscaldare gli animi. si ci abbraccia, ci si accarezza, sfiora, si usano le manine e la boccuccia in tanti modi diversi e simpatici e poi una volta riscaldati, appena i corpi ne sentano il desiderio, il maschietto, inserisce il suo gioiellino, nella patatina della donna in questione!!! e poi ovviamente a fantasia, il maschietto sopra o sotto la donna o di lato ecc ecc»

La dolce Milka aggiunge:

«con passione e dolcezza…utilizzando tutti e 5 sensi che hai a disposizione e..non solo quelli!!!!!!»

Tinofinca (che nick è?), un po’ marpione:

«ti consiglio di leggere il kamasutra troverai diversi modi di farlo»

Marmocchio aggiunge, con fare gigione:

«Minimo in due»

Mentre Seren@ Through The Barricades chiosa romantica:

«col cuore che ti guida…»

Ovviamente l’avvicinamento al sesso deve essere graduale, i nostri adolescenti vogliono andarci piano, quindi Cleptomane chiede: Ai ragazzi:come si fa la s.e.g.a perfetta?

«è una domanda seria, spero che mi prendiate sul serio, e che nn mi bolliate come incapace pervertita. e che nn facciate commenti negativi. cmq la mia domanda richiede nozioni tecniche, perchè ho sentito dire che fatto in un certo modo fa male (tipo tirando verso il basso, nn so…). grazie»

Miglior risposta: Paul

«vai in crescendo. afferralo con sicurezza sull’asta (non fa male) senza toccare il glande (la cappella insomma) e fai su e giù. […] quando vedi che lui è bello “carico” solo con la mano vai più velocemente e stringi un pò di più, dovrebbe venire… durante il tutto cerca di fare in modo che piaccia anche a te, non considerarlo come un “compito in classe”, e guardalo negli occhi. anche questo aumenta l’eccitazione.»

Più pragmatico e meno romantico Valerio Drago:

«Gli uomini sono più complicati di quanto si creda non tutti la fanno allo stesso modo. Chiedi al tuo lui di farsi una s.e.g.a guarda come fa la prossima volta cerca di imitarlo. buona s.e.g.a.»

Oscuro, distaccato e negativo Il tessitore di sogni:

«Se e’ la prima in assoluto, fa’ attenzione a non dare colpi secchi, in quanto il glande ed il prepuzio potrebbero essere incastrati in qualche maniera strana.
D’altro canto potrebbe capitare che il frenulo sia lesionato per qualche ragione, nel qual caso la se.ga risulterebbe dolorosa e sanguinolenta.
Dopo aver controllato che l’attrezzo sia in buone condizioni, non resta altro da fare che procedere con un ritmico movimento di su e giu’, aumentando o diminuendo la velocita’ e la consistenza della presa a seconda del gusto del proprietario del membro.
Continuare fino ad orgasmo avvenuto.
Se trattasi di bambino, l’orgasmo avverra’ ma senza emissione di liquido spermatico.
Si consiglia vivamente di attendere almeno un’ ora tra un esercizio e l’altro.
Buon divertimento

Desdemona amore e psiche fa la prima donna tamarra e disgrafica e cerca di attirare l’attenzione (già si intuisce dal lunghissimo nick):

«pensavo ke arrivati a questo punto, nel quale il 69% delle ragazze all’eta di 17 anni gia hanno avuto il primo rapporto sessuale, speravo ci fossero meno tabù su questo argomento. Prima di tutto non è vero ke noi donne non le sappiamo fare secondo sappi ke non è così difficile! Prima di tutto devi essere delicata e accarezzarlo e toccarlo, per permettere l’erezione(puoi anche strusciarti, cmq faciendo qualcosa che lo ecciti) poivai con la mano su e giu prima in una velocità media quando vedi che lui si eccita cerca di diventare più veloce…cmq la velocità cerca di intuirla dalle sue espressioni (quando lo spiegavo ad una mia amica pensava che la mano scivolasse sulla pelle, infatti mi chiese e se non scivola?, ma non è così perchè ogni pene ha un po di pellicina in più percio la tua mano si sposta insieme alla pellicina sul pene eretto…)»

A smuovore le acque, con fare polemico, riottoso e un po’ piacione, ci pensa Il Vecchio, che nella foto del profilo fa la parte del buon padre abbracciato al figlioletto. Il vecchio vuole fare il saggio adulto della situazione, ma non riesce a nascondere la sua eccitazione (e stuzzica la sopracitata Desdemona):

«Volevo dire a queste “donne” che se il 0,5 % di loro fosse capace di farla perfettamente, non aprirebbero semplicemente le gambe aspettando una penetrazione… Incontrare una ragazza che sappia soddisfare con una se.ga è praticamente poco probabile, se pensi che la maggior parte nemmeno è capace di fare del sesso orale, cosa per la quale sono abbastanza difficile, la cosa più saggia e opportuna da fare è parlare apertamente con il tuo lui. […] Aggiungo per Desdemona- qualche risposta più in basso, che se lei fa parte di quel 0,5% sono contento per lei, e non può dire a me uomo di 40 anni, che invece si le donne sono tute capaci, poi da una spiegazione di come farla secondo lei senza pensare che magari gli uomini non hanno tutti le stesse manie e quello che fa paicere a uno puo non piacere ad un altro…. Poi dico in questo momento sto approssimatamente sulla linea media della mia esistenza, di se.gh.e sarà che ne ho ricevute? e se parlo di percentuale è perche è cosi…»

Ammiratrice95 chiede: Ciao a ttt ks vuol dire fare una pompa al propio raga???

Enricucci, con fare superiore, spiega:

«”fare una pompa al propio raga”, come lo chiami tu, significa praticare del sesso orale nei suoi confronti […] provocare piacere al proprio partner col solo ausilio della bocca e della lingua.»

RosyY, invece, è una maschilista:

«Dv lekkare e ingoiare»

E Furetto le dà manforte:

«non so cosa provate voi ragazze ma so che per noi e bellissimo ma al momento di venire sono venuto in bocca e a lei e’ piaciuto…»

Dxmole è una donna geisha, che si immola per amore, ma allo stesso tempo è protettiva e vuole proteggere dalle pene e dal pene le nuove adette del sesso:

«significa fare un pom.pino..devi mettere in bocca il suo pene e leccare..come se fosse un calippo (il gelato)…per me non è granchè soprattutto se ti viene dentro… però al mio ragazzo piace molto…però non correre troppo se il tuo anno di nascita è ’95»

Fustigatore la butta sul poetico e rispettoso, anche se il nick lo tradisce e si intuisce che getta l’amo per farsene offrire uno:

«E’ un’espressione terribilmente volgare per dire “praticare il sesso orale al tuo ragazzo” o se preferisci “praticare la fellatio”. […] Inoltre anche per il sesso orale ci vuole un po’ di esperienza: non si nasce sapendo fare tutto bene, anche se ci sono persone più portate di altre.»

ღ cнιαяα cσмє υи αℓвα ღ , invece di farsi una vita e cambiare il proprio nick, si dimostra inflessibile e moralizzatrice:

«Significa fare sesso orale, in questo caso tu glielo dovresti leccare…scusa la schifezza ma è così.»

Ci sono poi ragazzi che sognano. Federico chiede: Ciao a tutti cosa si prova a farsi fare una pompa da una ragazza ?

Gli risponde Compton’s MostWanted [akaUfo]:

«ti assicuro ke si gode molto……il problema e trovarle le raga a cui piace farle, xkè di solito il rapporto orale nn è molto amato dalle donne…
cmq ciò ke si prova è difficile da spiegare… si prova però assoluto godimento; per entrare nei dettagli a me mi venivan da chiudere gli occhi per il momento rilassantissimo, mi si scioglievano tt i muscoli…»

Un anonimo vuole soddisfare la propria donna (per la poveretta prevedo attimi di panico): Come si fa un ditalino ad una ragazza?

«Come faccio a sapere se vado bene?Come faccio a farla godere? Datemi qualche consiglio. HO 17 ANNI CMQ…»

Flipped, con il suo linguaggio militare, è degno della sua foto da CheGuevara:

«allora: prima di tutto focalizzazione. non ti perdere in inutili ricerche del punto G, anche perchè potresti scadere in un pericoloso fisting. non frullargliela come se dovessi darle calore per riportarla in vita, ci sono momenti migliori per ricaricarsi l’orologio da polso. non infilzarla a forza agitandoti come se dovessi gonfiare un gommone in 10 min con una pompetta da bici, non sei a “scommettiamo che”.
obiettivo principale della missione: l’area superiore all’ingresso.

obiettivo secondario: l’ingresso.
vai soldato, e mi raccomando: sei in incognito, non ripeterti gli ordini ad alta voce e non intonare canti camerateschi, a meno che non sia una rara appassionata di walker texas ranger, potrebbe non apprezzare.»

Jenas è poetico: «un ditalino nn è solo un dito dentro…nn lo è mai stato…»

Giux fa il gradasso superiore, ma non nasconde la propria confusione:

«nn farlo x sentirti superiore agli altri ma x far divertire la tua amata e poi prima di fare un ditalino la devi baciar tutta dalla testa hai piedi…..vedrai funziona se vuoi posso darti dei consigli (ho solo 14 anni e gia ne ho fatti parecchi alla my zita)»

Kialove è nel panico: Come fare sesso anale prima volta…aiutoooo e soprattutto consigliiii?
«vi prego ho bisogno di una risposta moolto dettagliata.sono in panico…innanzitutto ciao a tutti sono kiara e ho 15 anni…io e il mio ragazzo stiamo insieme da quasi 11 mesi ed è da un po di mesi che mi chiede di fare sesso anale ma non l’ abbiamo mai fatto perchè io non ne ero sicura…ora mi sono decisa e ho deciso di parlarne alla mia migliore amika ke mi ha detto ke fare sesso anale fa skifo perchè fuoriescono feci…io le ho detto ke se gli altri lo fanno ci sarà qualche modo per non farle fuoriuscire ma lei mi ha detto ke nn è vero…io sono terrorizzata»

CIAOOO è molto chiaro:

«Prima di tutto vorrei mettere in chiaro che sono in pochi a farlo. Poi ti vorrei dire di pensarci bene xchè sei piccola. Cmq ti spiego come fare così se decidi di farlo non sei impreparata. […] SERVE tanto tanto tanto lubrificante comprate almeno 2 o 3 bottigliette di lubrificante durex ed è bene usare il prfilattico per evitare infezioni. Non si deve iniziare subito con la penetrazione l’ideale sarebbe comprare un vibratore (non a forma di pene poi capirai perchè) ma puo andare bene anhe una candela abbastanza sottle. […]  (spenta naturalmente e fai attenzione che non si sciolga). L’IDEALE É CHE QUESTO PROCEDIMENTO LO FACCIA ANCHE IL TUO RAGAZZO CHE ANCHE LUI PROVI A INSERIRE DITA E VIBRATORE NEL SUO ANO. (meglio che inizia lui) perchè così facendo saprà quali sono le senzaioni che proveri tu e saprà come darti piacere. (inoltre noi uomini possimo godere tantissimo stimolando il punto L ovvero la base del pene all’interno dell’ano). […] Mi sarebbe piaciuto avre una ragazza come te una decina di anni fa»

Ancora dubbi anali per Dakota: Ma se si fa sesso anale si diventa stitici?

Ma arriva ancora CIAOOO, l’esperto amante del Lato B (e del suo punto L), a chiarire le idee:

«No per nulla, magari ci potrebbe essere qulche piccolissimo problema ad evaquare la prima volta che si va in bagno dopo il rapporto ma nulla di importante rispetto al piacere che da»

Poi, però, Dirty Harry decide di diffondere paura e terrore tra gli adolescenti con il solito pericoloso sensazionalismo:

«al contrario, ti viene una diarrea della madonna, oppure l’aids

Più chiaro di così!

«»

Bcool, un city magazine che rivela gli spot più trendy nelle città più dinamiche, i segreti per essere al passo con i tempi e con i luoghi. Bcool, con le sue foto patinate e i grandi spazi bianchi ai margini della pagina che fanno molto «ehi, ci affidiamo a dei designer per il nostro free press» è un format disponibile in diverse versioni: Torino, Milano, Roma, Firenze, Coste, Montagne, New York, Miami.

Glamorous pubblicità si alternano a consigli su dove bere, mangiare e comprare e a interviste a personaggi più o meno rappresentativi della scena culturale della città in questione (o della montagna, o della costa…).

Ma a Torino, insieme ai nostri cugini milanesi, siamo i più fortunelli: sì sì, perchè noi abbiamo la rubrica If I was an It Girl. Autrice: Elena Barolo! Sì, lei… Velina, Centovetrine, 7 Vite

Nel suo spazio la biondina “tuttopepe”  dovrebbe raccontare la città vista dai suoi occhi trendy ma originali, patinati ma freschi, da vera ItGirl capace di creare e dettare moda. Una scusa, ovvio, per fare marchetta a prestigiose boutique, hotel 5 stelle e ristoranti (ed è giusto, essendo Bcool un free press che non vive di sola aria e design “fresco e innovativo“).

Partiamo da Torino, città natale dell’autrice.

La scena si apre con la protagonista che sfreccia in 500 per le strade del centro, ascoltando Lady Gaga, e pensando all’ultima puntata di Gossip Girl [dalle prime righe già nominate invano due icone, grr]: la Barolo tiene a sottolineare che lei non aspetta che le puntate del telefilm vadano in onda in Italia: guarda direttamente quelle trasmesse negli Usa. Wow, originalissima, una dei pochi a farlo.

Ma andiamo avanti: il primo colpo di scena, per il quale è giusto spendere parole: come Lady Gaga in GG, anche lei veste quel freshly bunanima di Alexander McQueen. E ci descrive con abile minuzia il suo look. Interessante. Sulla scena abbinamenti “nuovi”, abiti pescati in luoghi unici e un po’ particolari, che solo lei, da buona torinese, può conoscere: Piazza San Carlo, Via Roma… grazie Elena che dividi con noi i segreti della tua città.

La Barolo, poi, passa davanti al Golden Palace Hotel, dove c’è la sua spa preferita (che si fottano i fumi e i sapori dell’hammam di via Fiochetto!). Ma il tocco di genio arriva quando l’autrice descrive i suoi anni da liceale, quelli in cui sperava di scampare alle interrogazioni di greco (originale anche in questo), perchè il pomeriggio passava troppo tempo da Armani (un piccola e particolare boutique tipica di Torino) a fare spese pazze per «trovare i look più giusti per le feste del liceo». Eh? Ma tu a Gossip Girl ci credi veramente! [Forse la mia è invidia, ai tempi ero ancora schiava delle mie sopracciglia.]

Alla fine di questa pagina di diario, la nostra emancipata giovane donna in carriera deve correre nella pescheria più cool di Torino (che sta di fianco al cinema porno di via Sacchi, per intenderci): non può sfigurare a cena, perchè arrivano gli amici dalla Sardegna (mica dal Molise o dalla Valle d’Aosta…)!

Uno sguardo trasversale su Torino, lo definirei. Grazie Elena Barolo e grazie Bcool, ora sì che conosco di più la mia città.

Zompiamo ora a Milano: qui la cronista più traslucida che patinata vuole descrivere una ragazza alla mano, dando voce a una persona vera, a una di quelle figure che popolano la quotidianità e a cui troppe poche volte viene dato spazio: la giovane stagista che, nonostante il duro lavoro di ogni giorno, vuole comunque vivere la realtà meneghina in tutti i suoi aspetti più autentici e originali.

La nostra reporter diventa dunque una ragazza che si alza alle 7: dura la vita, la protagonista si deve preparare e volare a una sfilata sulla quale dovrà poi scrivere un pezzo. L’ansia, però, riguarda solo il look da adottare (e qui altra descrizione dettagliata di abiti, accessori e marche/marchette – comunque no Sig.na Barolo, lei non è il nuovo guru della moda): come ogni stagista, infatti, Elena (o meglio, il suo io narrativo) aspetta l’autista dell’azienda per cui lavora, il quale l’accompagnerà al lavoro. La protagonista, in anticipo di due minuti sulla tabella di marcia, non solo ha tempo di definire il suo look «perfetto», ma fantastica anche sull’accessorio che – da buona stagista – si potrà regalare grazie al prossimo stipendio: l’immancabile tronchetto-bustier di De Louboutin.

Bloccata nel traffico, inoltre, la protagonista ci regala un segreto, «la regola numero uno del fashion system»: a una sfilata non è lei, stagista-pseudo-giornalista, a essere la star: è la collezione! Una chicca solo per noi lettori di Bcool!

Giusto in tempo di sedersi al fianco della stampa internazionale, di descrivere Anna Wintour in un modo veramente inedito («la donna che decide cos’è In e cos’è Out») e di guardare con occhio critico e da intenditrice allo stilista di turno, Elena è già in un originalissimo superhotel ad aspettare la sua «best friend» (cazzo, best friend no! best friend no!!) per andare alla spa e alla champagnerie, alla faccia dell’articolo da scrivere così in fretta da necessitare un autista.

Ma la chicca arriva al fondo del reportage, in cui la bella Barolo chiosa con un «Bella, la vita della stagista!».

[Insulti]

[Altri insulti]

E io non posso che chiosare con un «Accattivante, la scrittura di Elena Barolo!».

La canzone che Emanuele Filiberto + Pupo + tenore a caso hanno portato a Sanremo 2010 ha risvegliato in noi italiani l’ancestrale domanda “monarchia o repubblica?“.

Da anni, impegnati a decidere quale partito votare, a quale politico dare la nostra fiducia e in quale programma elettorale riporre le nostre speranze, abbiamo ormai dimenticato che, in fondo, abbiamo una famiglia reale!

È anche vero, però, che il popolo italiano merita più che un cantante/ballerino sottaceto dell’Udc come principe, un assassino puttaniere come re e una cariatide scimmiesca come regina. Non per questo, però, dobbiamo dire no alla nostra voglia di regalità, balli a palazzo e matrimoni fiabeschi. C’è una valida alternativa, che da anni sta rivendicando il diritto al trono:

Amedeo d’Aosta Savoia!

O meglio: Amedeo Umberto Costantino Giorgio Paolo Elena Maria Fiorenzo Zvonimiro di Savoia Aosta (Firenze, 27 settembre 1943).

Il 7 luglio 2006 la Consulta dei Senatori del Regno ha infatti promulgato un comunicato che dichiara che, con i relativi titoli e le prerogative ad esso spettanti, è Amedeo l’erede di Umberto II, il Re di Maggio. A lui spetta la successione della Real Casa di Savoia (nonostante molti studiosi – pagati da Vittorio Emanuele – si dimostrino dubbiosi).

Ecco i motivi principali:

– Vittorio Emanuele avrebbe sposato una persona di differente condizione sociale senza il regio assenso, come stabilisce l’art. 2 delle regie patenti date il 13 settembre 1782 dal re di Sardegna Vittorio Amedeo III di Savoia, il regio decreto del 1890 sulla Real casa e l’art. 92 del vigente codice civile. Il mix sangue blu + sangue borghese, in effetti, ha dato risultati disastrosi (Emanuele Filiberto).
– Vittorio Emanuele, inoltre, ha collezionato troppe figure di merda, e soprattutto reati (il tragico episodio della battuta di caccia in yacht, vallettopoli, le imbarazzanti intercettazioni telefoniche con Pippo Franco e il relativo tentativo di Golpe).
Amedeo è stato al Polo Nord con Mike Bongiorno: clicca qui per leggere il toccante ricordo.

Da anni Amedeo ha accettato il proprio destino di re: «Se il popolo italiano dovesse chiedermelo e mio cugino rinunciasse ai suoi diritti, sarei pronto ad assumere anche le mie responsabilità dinastiche» (Corriere della Sera, del 9 ottobre 2002). Ad Amedeo, sposato con la compassionevole e radiosa Silvia (nella foto eccola in missione umanitaria in Iraq), succederebbe il figlio Aimone.

Il bellissimo principe e la consorte Olga di Grecia, donna moderna ed emancipata,  sono genitori del piccolo Umberto (nome di buon auspicio!).

Anche le sorelle di Vittorio Emanuele – capitanate dalla maggiore Maria Gabriella, la “principessa erudita” – appoggiano Amedeo d’Aosta, unite nell’odio per il fratello scialacquatore e per la cognata avida di denaro.

Mio fratello sta distruggendo quanto mio padre fece in trentasette anni di esilio. D’ora in poi, per me sarà solo il “Signor Savoia” […]. Marina Doria, specialmente, è una donna assai attaccata ai soldi, in quanto proviene da una famiglia di imprenditori falliti […]  Alla luce di questi ultimi fatti, penso proprio che quei tre possano soltanto tornare a Ginevra per coltivare fiori.

Amedeo sarebbe comunque un buon re: guardatelo qua, nel messaggio d’auguri per il 2009:

Altro che il melenso testo proposto da Emanuele Filiberto, composto di concetti sbiaditi e di stanca retorica: Amedeo ha in mano proposte, idee, passione!

Oltre a lodare e sostenere gli indigenti, che con dignità ricevono un gesto di conforto dalle instancabili e «encomiabili organizzazioni caritatevoli» che sostituiscono lo stato dedito agli sprechi, Amedeo sbugiarda coraggiosamente i paradossi di quella che dovrebbe essere una «democrazia fondata sul lavoro». Sua Altezza Reale vuole investire sui giovani, sulla loro capacità innovativa, ma soprattutto denuncia la «scellerata anarchia globale», da combattere con il commercio equosolidale! Grande! E infine saluta coloro che troppo spesso vengono dimenticati: gli scienziati, costretti a lavorare in ristrettezze, fuggendo all’estero, ma senza dimenticare di dare lustro all’Italia.

Amedeo conosce il suo popolo, ed è un grande innovatore, un critico, un costruttore.

Alcuni anni fa, addirittura, Vittorio Emanuele aveva tentato di intimidirlo con un gesto ben poco regale: durante il banchetto per il matrimonio di Felipe di Borbone con la bella Letizia, il paonazzo gigione aveva sferrato alla nostra vera S.A.R. due pugni, minacciandolo. Vittorio Emanuele aveva così siglato la caduta della propria corona e, cacciato personalmente dal party dal saggio ma severo Juan Carlos Re di Spagna, è stato dimenticato dalle teste coronate mondiali.

Ora, è giusto che l’Italia si svegli.

W il RE d’Italia Amedeo I ! Avanti Savoia!

S.A.R., t.v.b.!

L’altra sera a cena si parlava della gravidanza isterica della gallina di Giulia, che covava pietre. Giulia, in questo momento, ha una gravidanza isterica per la sua tesi. Anzi, una gravidanza effettiva con bibliografia isterica. Ma domani partorirà.

In tutto questo, ho avuto un’illuminazione: e se quella di Maria – e con Maria intendo la Madonna – fosse stata una gravidanza isterica? [a proposito, lo sapete che con Immacolata Concezione non si intende il concepimento by Maria di Gesù, ma il concepimento by Anna (madre di Maria, della stessa Maria)? è giusto rispolverare un po’ di dottrina xtiana!].

Siamo dunque arrivati a parlare dei segreti che dà la Madonna, da quelli di Fatima, ai messaggi (msg) di Medjugorje.

Da qui, vorrei dare alcuni spunti di riflessione, che ognuno potrà poi trattare a proprio piacimento.

– I messaggi sono un po’ troppo vaghi, banalotti e noiosi da leggere. Ma anche difficili da imparare a memoria! Bravi pastorelli!

– La Madonna è di destra: sputa sentenze contro la rivoluzione russa! Dice che è un pericolo per la fede. E il consumismo (che io comunque adoro), no?

– La Madonna è eurocentrica (by le mie due coinquiline antropologhe): perchè fa sempre riferimento a guerre e fatti storici che riguardano solo il fronte occidentale?

– La Madonna ha avuto una gravidanza isterica?

– La Madonna e Gesù sono figure postmoderne. La loro relazione padre-madre-figlio-madre-padre ricalca perfettamente il mitico, intramontabile nastro di Moebius… E quanto ispirerebbe le tematiche del romanzo postmoderno, la frammentazione, il retelling, le nuove categorie sociali e di genere…

Che paura se ti appare la Madonna! Io comincerei ad accucciarmi e a tapparmi le orecchie con fare istericompulsivo gridando «no no no, non ci provare! occazzo! shh! shh! dai, vattene, basta!». Poi associo tutto al tremolio del film in bianco e nero, che già di per sè mette timore. Il famoso TimorTremor. Sì. ahaha.

– E Marcellino Pane&Vino? Ma quanti di noi ha traumatizzato? «Ti addormenterò io, vieni… dormi Marcellino!». Il vero Gesù avrebbe detto «Vai, Marcellino! Là fuori c’è il mondo! Fatte ‘na vita, e stai lontano da Frà Saponetta!». Quello in soffitta non era Gesù, era il demonio!

– Perchè vietano ai minori film come L’Esorcista, Paranormal Activity ecc, ma non Marcellino Pane&Vino (soprattutto), Bernadette e Nostra Signora di Fatima, che fanno paura? Con tutti questi bambini che muoiono o vengono isolati dal mondo, senza motivo… unici amici: Gesù in versione killer o la Madonna (ci si becca il prossimo mese che ti dò un msg).

Marco Columbro ha rivelato il terzo segreto di Fatima. Secondo lui il msg «…altri Miei figli venuti dal Cosmo, edificheranno, costruiranno il nuovo mondo, nel quale il male e il peccato mai più esisteranno, perchè in perfetta armonia con il Regno dei Cieli. Verranno altri Miei figli dall’Universo, per educare in armonia vibrazionale le vostre menti oggi allucinate…» coinciderà con il 2012 (perversione sessuale di Giacobbo). Columbro spiega, infatti, in un’intervista a La Gazzetta dello Sport (9 luglio 2008)

Quello che noi chiamiamo “mondo” è composto di tre parti. Sotto il suolo terrestre c’è un popolo a noi sconosciuto: sono quegli umani che milioni di anni fa vi si rifugiarono inseguito a un’esplosione atomica, la stessa che sommerse il regno di Atlantide.

Sotto terra questi rifugiati ricrearono artificialmente il nostro habitat, usando la loro tecnologia, già molto evoluta, per ricreare sole, mare e laghi come all’esterno della crosta terrestre: nel 2012 ci ricongiungeremo anche con loro. Poi ci siamo noi, l’umanità che conosciamo. E sopra di noi, nell’universo, i siriani, una razza extraterrestre, che da sempre ci aiutano mandandoci messaggi.

Columbro afferma inoltre di avere avuto un incontro ravvicinato con gli UFO: «Ho avuto un incontro a New York, dopo un convegno di ufologia, nel cielo sopra la 54a strada, ho visto una luce sferica enorme, poi sono diventate tre e hanno formato un triangolo. E si sono messe a ruotare. Erano loro, ci salutavano».

Meglio loro della Madonna. Penso facciano meno paura. Consiglio comunque, da youtube, un intervento di Marco Columbro a L’Italia sul 2, dove persino l’ignobile “psicologo” Alessandro Meluzzi lo guarda con tenerezza e ironia.

– Altro giro, altro VIP, altra Madonna: l’intervento di Paolo Brosio a Domenica 5. Racconta il miracolo di Medjugorje e Mostar, il sole che gira, il turbine di vento, gli uccellini…  con un occhio da “giornalista, come sono sempre stato”, nonostante la fede.

NB: Il rapporto Brosio-Madonna di Medjugorje è un pozzo senza fondo. Iniziare a scavare è come aprire il Vaso di Pandora. Consiglio la sua intervista a Mattino 5 by Claudio Brachino (thanks Marco Legnaioli). Spiega la nascita della propria fede dopo che una bella cubana ventenne lo ha lasciato. Droga, alcol, addirittura superalcolici! Ma poi, all’improvviso… la fede!

È bello, ogni tanto, parlare di religione e di fede. E io ho sempre fede nei miei amici VIP. Non mi deludono mai.

Alcuni giorni fa è comparso su youtube un filmato esilarante: l’ennesima versione di una scena de La Caduta, film del 2004 che racconta gli ultimi giorni di Hitler e dei suoi uomini. Lo spezzone vede in scena il führer che, allo stremo delle forze e al limite dell’ostinazione , cerca di credere ancora in una vittoria, in un futuro brillante per i suoi tristi sogni di gloria, scontrandosi con gli ormai disillusi fedelissimi che gli intimano la resa.

Quasi quattro minuti che sono ormai diventati un vero e proprio format di Youtube: in molti si sono divertiti a giocare con i toni e le urla (lasciati in lingua originale) che danno voce alla disperazione e al delirio di Hitler e alla sorda durezza delle massime cariche dell’esercito nazista, “doppiando” i personaggi con sottotitoli che hanno trasformato la scena in geniali parodie: il führer che reagisce con rabbia e sconforto alla separazione degli Oasis (dopo aver comprato i biglietti per uno dei concerti dell’attesissima tournée), alla morte di Michael Jackson (dopo aver comprato i biglietti per uno dei concerti dell’attesissima tournée), all’attacco di Kanye West nei confronti di Taylor Swift ai VMA del 2009.

Ora… vorrei tanto linkare la migliore versione migliore di tutte: Hitler – disperato, smunto, un vero e proprio topo in gabbia – alle prese con la burocrazia di Palazzo Nuovo. MA NON POSSO! Perchè il video è stato censurato, anzi! Autocensurato!

È di ieri la notizia, che l’Università di Torino, nella sua magnificenza, se l’è presa: troppi studenti hanno fatto circolare il video (via voce, via Facebook, via ironia che ci aiuta e ci salva nei momenti peggiori), e l’Ateneo ha mobilitato i suoi informatici per una vera e propria caccia all’uomo, minacciando azioni legali. E il povero autore (studente di lingue, si dice), preso dal panico, ha tolto dal tubo un’opera accusata di “ledere il buon nome dell’ateneo”.

La Stampa, commentando il fatto, parla di un video “talmente surreale che è impossibile trattenere le risate” (sagace giustificazione del giornalista: “si parla di statini, carico didattico, segreterie, moduli per le tasse, roba che nel 1945 nemmeno esisteva” [qua vorrei aprire parentesi quadra dicendo: La Stampa,  ho imparato a leggere sulle tue pagine, ma perchè sei sempre più alle cozze, sia nelle tua versione nazionale, che in quella cittadina? Io tvb, ma non devi dare per scontato il mio affetto]).

E no! Il video non è difendibile per il suo essere surreale! Anzi! Fin troppo crudo e realista: le gocce di sudore sulla fronte del führer, gli occhi sgranati, le palpitazioni, la voglia di non arrendersi… Noi studenti ed ex-studenti di Palazzo Nuovo conosciamo bene tutto questo!

Quante volte, alla frase “per fare questo ti serve un documento della segreteria”, abbiamo deglutito e ricacciato le lacrime, trovando fiducia e vicinanza solo nello sguardo comprensivo dei nostri compagni di sventura. E quante volte, al momento di stampare gli statini, abbiamo trattenuto il respiro, già fradici di tensione per l’esame da sostenere.

Io me lo ricordo. La sera prima di una tappa obbligata in segreteria, si andava a letto con il magone. La mattina, si partiva da casa ore prima, con un buon libro e magari il pranzo al sacco, e spesso la risposta alla nostra domanda – una volta raggiunto il gabbiotto anni 70 – era: “Eh, Signorì(na)… cosa me lo chiedammè, deve andare nell’altra segreteria”. (Ma quale, perDio, quale? E si ricacciavano le lacrime e i nervi, again and again)

E poi i box blu, che solo per un brevissimo periodo sono rimasti box blu, per poi trasformarsi in comodi computer (20 per migliaia di studenti) in cui dover inserire il carico didattico (AAAAARGH!), stampare documenti e statini, e scoprire esami i cui voti non sarebbero mai stati caricati (se non previa tappa nella/e segreteria/e), o riconosciuti o…

Ora il sistema è migliorato. Dal computer di casa si può accedere allo stesso sistema offerto dalle 20 postazioni di Palazzo Nuovo. Per poi vedere apparire la scritta che spiega che non si è abilitati alla stampa o alla modifica del documento richiesto: bisogna andare nei punti adibiti al servizio all’Università.

Ahh quanti ricordi: l’amianto, l’estintore che mi è quasi caduto sulla testa mentre prendevo appunti sul pavimento, a gambe incrociate, in un’aula sovraffollata…

E poi ancora code, code, code per la documentazione di laurea (per capire quali fogli sono necessari bisogna fare la media aritmetica delle numerose versioni date dal sito della Facoltà in questione, del telefonosenzafili degli studenti e delle indicazioni di qualche altra segreteria o ufficio)… e magari, alla fine dell’iter, ritrovarsi davanti all’imbarazzante Beppe Minghia (o Ciuffo Minghia; qualcuno conosce il suo vero nome? quello della Segreteria di Lettere che si era calato dalla finestra gridando “Comunisti di Merda” agli studenti dell’Onda) al gabbiotto di Antropologia in via Po, con la voglia di lavorare inversamente proporzionale al desiderio di Playstation.

Quindi, scientificamente, dimostro e sostengo che: il video (auto)censurato non è fuori luogo, e neanche surreale! È la storia vera, ben scritta e ben recitata, dei nostri patimenti e della nostra voglia di lottare, fino allo stremo delle forze, non arrendendoci a una burocrazia e a un meccanismo polveroso, triviale, cretino e arrugginito che continua a perpetuarsi e a farci sudare il nostro spazio vitale di studenti Unito.

P.s. Ahhh Palazzo Nuovo, Palazzo Nuovo. Se mi dessero un credito per ogni tua disfunzione e malfunzionamento, mi prenderei una nuova – inutile – laurea. Ma ti voglio tanto tanto bene lo stesso. In te, e nelle tue sedi distaccate lì intorno, ho passato momenti tanto belli, imparato tante cose  e conosciuto un sacco di gente speciale.

P.p.s. Eredità per i futuri studenti di Palazzo Nuovo: i bagni del quarto piano sono quelli più puliti.

Kanye West Disses Taylor Swift

Aperitivo piccante quello di ieri sera all’Atelier’S Sexy Shop di San Salvario. No, in realtà piccante non era. Ma giocoso senza dubbio. Tra tatuaggi in diretta, tacchi altissimi e lucidissimi, completini per tutte le fantasie e titoli frutto di menti geniali (and the winner is: Fratello Sole, Sorella Troia), il gioco era quello di capire l’utilità degli articoli esposti. Beh, la maggior parte degli oggetti erano piuttosto immediati, mentre altri… Ma con un buon gioco di squadra e tanti brain storming, è stato possibile scoprire in compagnia nuove frontiere, succose scorciatoie e arrivare a sorprendenti, dolorose e invitanti epifanie (da qui Pleasure ‘n’ Pain, il titolo della serata).

Così, tra paperette birichine, corde multiposizione e vibratori da borsetta in incognito (con la forma di rossetto! che stile! ma anche… che prezzi! è carissimo far giocare le proprie fantasie con gli articoli dei sexy shop!), si chiude una settimana all’insegna della riflessione sul sesso e sulle frontiere della perversione, alla luce di tragicomiche notizie dal mondo.

È del 20 gennaio l’articolo, apparso sul Sun, che racconta di un ragazzo sorpreso – nel parco scozzese di Airdeie – a stuprare un albero (anche in questo caso speciale menzione per il titolo, “Fancy a Treesome?”). Il giovane, di appena 21 anni non potrà più mettere piede nel giardino pubblico di fiducia. “Sembrava un ragazzo tranquillo”, commentano i vicini.

Il Sun cita poi altri casi di maniaci fantasiosi balzati alle cronache scozzesi negli ultimi anni:  nel 2007 il diciannovenne Steven Marshall aveva tentato di violentare un pavimento, mentre nel 2009 due addetti alle pulizie salvarono una bicicletta dal tentativo di stupro di Robert Stewart, 53 anni, in un ostello. Nel 1993, invece, l’elettricista Karl Watkins era stato incarcerato per avere commesso atti sessuali con il manto stradale.

Ma la domanda che sorge spontanea è: come?! In che modo?! Ognuno ha le sue ipotesi! E ci vuole senza dubbio molta fantasia…  perchè forse la bicicletta… ma il manto stradale?!

Meno divertente e molto più sporca è invece una nuova moda che arriva direttamente dal Paese del Sol Levante, quella delle Crying Girl (Nakigao, in lingua originale).

I giapponesi, in quanto a fantasie fantasiose e al limite, sono un pozzo senza fondo e un mercato tutto da sondare. Questa volta la Amuse Soft Entertainment propone un prodotto dal valore sociale, volto a ridare sicurezza e senso di machismo a uomini che si lamentano di avere l’istinto della conquista completamente bloccato, che si sentono prigionieri di una generale paura di “non essere più all’altezza”.

Quale migliore medicina se non un dvd in cui vengono mostrate unidici belle ragazze che, sommesse e sottomesse, piangono e singhiozzano, raccontando “le esperienze più brutte della nostra vita”, storie personali che vogliono essere totalmente vere e che hanno il ruolo di fare emergere – e riattivare nello spettatore – l’idea della forza del maschio di fronte alle lacrime della femmina.

C’è la ragazza dal cuore spezzato che viene lasciata dal fidanzato, l’impiegata sgridata dal proprio capo e la teenager messa in punizione dal padre, la modella umiliata da una brutta foto, la donna che si sente sola nella grande città e quella in pensiero per l’amica malata.

Ai nostri occhi e orecchie, il trailer del dvd appare tragicomico (soprattutto per la voce narrante) e molto molto triste. E fa venire voglia di picchiare gli uomini giapponesi, fino a farli piangere. Risulterebbe così appagante! Quasi quanto fare del male fisico a Winnie The Pooh (con il quale, però, non bisogna cedere, perchè si ecciterebbe soltanto).

Per fortuna i giapponesi riescono anche a farci divertire, come il ragazzo qui sotto. Beh, a dire il vero… c’è sempre un velo di sadomaso nell’aria, di umiliazione, di sottomissione. Tanto da lasciarci senza parole, sospesi tra l’ammirazione e la commozione.