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Archive for aprile 2010

Questo è il primo tentativo di blog a 4 mani ideato, prodotto e realizzato da me e Cloudintheocean.

Per uno strano fenomeno, i ragazzi nati nell’88 risultano maledettamente attraenti e impossibili. Maledettamente perchè a notarlo sono due over25 che devono mantenere una certa dignità e un certo status acquisito – secondo loro – da un’educazione sentimentale a cui vogliono dare un inutile senso progressista e lineare.

Ma come si può mantenere fede ai princìpi della Disney quando ti trovi di fronte non a uno sbarbatello, bensì a un uomo (a volte hanno anche la barba) che ti guarda con due placidi occhi che sembrano saperla lunga, e un sorriso sornione?
Attenzione, però: colui dell’88 non è un innocentino, ed è tutt’altro che banaluccio da gestire!

Quando eravamo noi a essere 22enni, i maschi si dividevano in due categorie (vestimentarie e di stile in primis, e quindi politico-artistiche-musicali): quelli di sinistra e quelli no. Poi c’erano gli inutili.
Quelli di sinistra sono ormai indigesti, e il loro retrogusto veterocomunista-salentino-uggioso (“mi scateno solo ai Muri, ma sottolineo il fatto di non sapere veramente ballare perchè… ehm… perchè… perchè è così e basta”) ha, ormai, nauseato.
Quelli dell’88, ahinoi, sanno cos’è l’indie. Anzi, ne hanno il fresco sapore.

Più che altro, noi a 22 anni non potevamo sognarci pantaloni stretti, camicie e cappellino che scopri stare benissimo su ragazzi alti e magri. Il punto è: questi dell’88 sono quasi tutti alti e magri. E sono dannatamente vestiti stretti. E maledettamente sorridenti. Non c’è scampo.
Vai a un concerto e troverai uno di loro. Purtroppo per noi, quello dell’88 risulta essere l’amico di quello che ti baccaglia, o  il tipo che ti guarda e non si muove, perchè tu sei troppo vecchia. E non ti muovi tu perchè, per dio!, per Gaga! “è troppo giovane”!

A voi un esaustivo elenco puntato di alcune features dei tipetti dell’88:

– sono alti;
– hanno delle mani grandi;
– hanno vestiti e accessori vintage che SOLO ORA non risultano più ridicoli/fighetti/stonati/sfigati e danno immediatamente un certo gusto critico e consapevole nello stile (se li avessero messi i nostri coetanei a 22anni, sarebbero risultati ridicoli); vedi: RayBan, jeans skinny per uomo stretti al fondo, taglio anni 80 che a sua volta riprendeva anni 50, All Star;
– totale indifferenza verso il sesso femminile con conseguente frattura di innumerevoli cuori adulti;
disgusto per la musica salentina che ai nostri coetanei piace ancora;
– vacanza a Berlino già  nel curriculum. Ma non si affannano a dirtelo;
– passioni più diversificate: dall’architettura alla fotografia passando per il design, sanno alla perfezione tenere un discorso per più di 3 minuti su un qualsiasi argomento, soprattutto sulla musica. Ma non ti attaccano il pippone: per loro sono cose normali, naturali, individuali e quasi intime;
– recupero della musica elettronica (il tamarro ci piace sempre) che va al di là di Chemical Brothers e Massive Attack, e che viene accoppiata a musica indie, mantedendo e acquisendo credibilità;
– superamento (finalmente!) dell’amore incontrastato per grunge e/o metal;
– pur possedendo un sintetizzatore, c’è sempre una chitarra (elettrica) appoggiata al muro;
– recupero della felpa con cappuccio a tinta unita semplice e non di marca – con magari elastico al fondo che rimborsa – che fa cucciolone, abbinata all’altezza che fa uomo;
– riescono a capire quando è il momento di tacere, ma, cosa più interessante, sanno quando è il caso di avvicinare una donna e quando no. E ci sanno fare, al contrario dei loro compari;
– sì perchè si dosano, e non si fanno più vedere affamati di quello che sono;
– per quanto la mamma italiana abbia negli anni prodotto principini problematici, l’88 sembra saper badare a se stesso, tra estro e una punta di indie-bricolage;
-non dicono MAI cose come: “Comunque Buon compleanno Elvis era bello” oppure “Beh, ma Sally era un gran pezzo”.

Miei cari vi lasciamo con un sentito appello:

Cara classe 1988, ricordate il detto “gallina vecchia fa buon brodo?” Io fossi in voi lo terrei bene a mente. No, non stiamo parlando delle Milf. Esiste un intero mondo di giovani ragazze di qualche annetto in più che vorrebbero tanto starvi a sentire parlare per ore e ore o farsi fotografare da voi, quindi ogni tanto distogliete lo sguardo dalle giovincelle, che comunque non capirebbero cosa sia un korg, e dateci la soddisfazione di essere ricambiate nel nostro perpetuo amore.

Grazie, 1988, di mantenere viva la speranza in futuro migliore.

SEMPRE VOSTRE, V&C

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Siamo in tempo di ostensione (per chi se lo fosse chiesto: ostendere, [o-stèn-de-re] ostèndo, -di, ostèndono; ostendènte; ostènto o ostènso, v. tr. Mostrare, dal dizionario online Hoeply), e Torino spopola di gadget e pellegrini a tema.

L’Uomo della Syndone fa capolino, in tutte le salse possibili: accendini e calamite dal tabaccaio, piatti da appendere al muro e tovagliette per la colazione sulle bancarelle, reliquia bruciacchiata al Duomo. E, a seconda dell’umore, per tutti questi articoli si può scegliere la versione in positivo o in negativo. Nero su bianco o bianco su nero?

Alcune profonde riflessioni sulla Syndone:

– Pellegrini, pellegrini, pellegrini e anche amici VIP in fila. Tutti noi vorremmo gridare: sì, però è solo l’Uomo della Syndone… Non è Gesù, almeno non di sicuro! Credere, però, è bello. Finchè ci è permesso, almeno in certe sfere della vita, è giusto dare al mondo la forma che vogliamo. Io non rinuncerò mai a credere che Billy Corgan sia effettivamente il fratello di SuperVicky, anche se la leggenda metropolitana in questione è già stata smontata in più e più punti, come mi insegna la mia coinquilina BecK’s.

– A proposito di serie anni Ottanta/Novanta, lo sapevate che Dustin Diamond, l’ex Screech di Bayside School, si è dato al porno? Ha girato  Saved by the Smell (gioco di parole con Saved by the Bell, titolo originale della serie), sperando di rimpolpare la fama e sanare i numerosi debiti. La tristezza.

– Oggi, durante la predica, il sacerdote della Chiesa di San Tommaso ha detto che Gesù era già generoso a partire dal suo gruppo sanguigno: AB+, il più utile. Sbagliato: l’AB+, oltre ad essere un locale di Torino, può donare sangue solamente a individui con sangue AB+, pur ricevendo da tutti i gruppi.

– Il nome del Sacro Sudario viene dal greco, e significa «lino di buona qualità».

– L’Uomo della Syndone si copre le pudenda davanti, ma non quelle dietro.

– La Syndone fa paura come Marcellino Pane&Vino.
Uomo della Sindone «Vieni qui, pellegrino, chiudi gli occhi»
Pellegrino sfigato «Ma veramente, io… »
U.S. «Shh, dormi pellegrino»
P.S. «Ecco io dovrei, ecco avrei delle cose da fare… »
U.S. «Dormi!»

– Vince finora, tra i souvenir, il piatto con:
Duomo di Torino a sinistra
Cielo glitterato e, in alto a destra, volto della Syndone fatto di nuvolette
Sotto: Syndone stesa
In basso a destra: Ratzinger che ammicca sornione.

Ma: da due mesi in via XX Settembre si pensa a come sfruttare il business della Syndone, infilandoci nel mercato dei gadget. Essendo umanisti privi di spirito imprenditoriale, non abbiamo tradotto in pratica le nostre brillanti idee da cazzeggio, che sicuramente avrebbero riscosso un enorme (e meritato) successo:

1) Set di lenzuola Syndone: copripiumone con il corpo, copricuscini con la testa. Double face in positivo e negativo.

2) Gira la Syndone: un giralamoda in cui ci si diverte a vestire il Santo Sudario come più ci piace, inventando mise e abbinamenti per mille situazioni… una cena con le amiche – o con gli apostoli -, una festa di beneficenza, una giornata in ufficio, in giudizio davanti a Ponzio Pilato. E qui si vola con la fantasia…

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Fiammetta Cicogna. Che imbarazzo di donna. Perchè esiste?, chiediamocelo. Il pubblico non la ama. Di sicuro non è un talento, ma non è neanche uno di quei personaggi discussi, magari odiati, di cui non si riesce a fare a meno, come Belen (che io non odio), o Emanuele Filiberto. E a nessuno importa che sia stata scacciata dal Chiambretti Night, anche se lei cerca di sollevare un polverone che rimane silenzioso.

Fiammetta non si sarebbe presentata a una puntata del programma, per colpa di un volo cancellato e di un biglietto non comprato per assistere a una sfilata di Valentino.  «Non me la sarei persa neanche per il Papa», dichiara fiera e provocatrice. Fiammetta, ma chi ti si incula? «Io sono fatta così, ho sempre mille cose da fare, mille progetti da seguire».

Uno dei nuovi progetti di Fiammetta è il blog che tiene su Libero, il “quotidiano” (lo so, anche io speravo almeno nel glorioso server di posta, no… il “quotidiano”). «E tengo un mio blog sul sito del quotidiano Libero dove parlo di tutto, dalle elezioni alla moda». Da febbraio, Fiammetta ha scritto due post. Uno sulle elezioni, uno sulla moda. Anzi no, su Sanremo.

Avrei dovuto iniziare con una piccola presentazione per farmi conoscere da questo nuovo pubblico di lettori-web, per raccontare l’iter che mi ha portata a scrivere sul blog di un importante quotidiano, motivandone la scelta i come e i perché, ma si sa: il modo migliore per parlare di se stessi è il non parlarne.
Quale occasione migliore per iniziare si poteva presentare a una ragazza amante del giornalismo, nata dalla musica, lanciata sui palinsesti televisivi, con uno spirito critico ciòvane, fresco e cool?

Pensierosa e naturale Fiammetta...

Oh mio Dio! Fiammetta! Fiammetta parla e scrive – addirittura crede di sapersi destreggiare nell’uso della figura retorica chiamata “ironia” – ma non sente, intorno a sè, il continuo palpabile imbarazzo che si viene a creare. Per esempio quando si definisce «di destra, ma anche Hippy». Sì perchè Fiammetta ama la musica rock, ma anche la moda.

Torniamo al blog: il Fiammetta-pensiero su Sanremo è graffiante e originale, offre non pochi spunti di riflessione. Riassumendo: è una manifestazione di cattivo gusto che non premia i talenti e le belle canzoni, non attira un pubblico giovane, una kermesse attorno a cui girano tanti soldi, ma poca qualità. E gli abiti della Clerici erano brutti e i vincitori sono decisi a tavolino. Arguta Fiammetta, non la frega nessuno.

Ti prego, lettore alan.capelli, che hai lasciato il commento:

PAROLE SANTE FIAMMY, per fortuna che tu riesci sempre a trasformare la rabbia e la delusione che l’italia ti passa in fortissimi pezzi di giornalismo giovane. ma giovane per davvero! hai un talento anche nella scrittura. B R A V A continua così!

dimmi che sei ironico!

Secondo e ultimo pezzo, più di un mese dopo. Il titolo Ma è furbo votare contro chi ci sta sulle palle? rivela da subito una certa raffinatezza nell’uso della lingua italina. Il tono scanzonato dell’articolo non nasconde però la certa rabbia per quello che accade in Italia, dove i cittadini sono rei, in tempo di elezioni, di non informarsi sui programmi elettorali, ma semplicemente di “votare contro” il candidato che detestano. Fiammetta ascolta le riflessioni della gente («ho le capacità o la chioma bionda per far parlare chiunque») e va di marchetta: «Ci hanno visto lungo i quotidiani Libero e Il Fatto dedicando le rispettive prime pagine al “voto contro di loro” e al “voto contro di lui”»

Ma il finale è roboante:

Nessuna sana differenza tra il bene e il male, tra il lercio ed il pulito, tra la gavetta [!!!!!! , ndr] e i paracadutati dall’alto. Io stessa sono molto perplessa, ma da inguaribile amante dell’essere umano e convinta sostenitrice della presenza di un po’ di DNA del dimenticato zio Abele in ognuno di noi, continuo sulla strada della buona fede e del “non potrà piovere per sempre”…Positiva?! Molto positiva…forse troppo positiva!

Non capisco!
E lo strazio e l’imbarazzo – che Fiammetta, diciamocelo, si porta dietro – continuano sotto, nei commenti: il fato vuole che, per un errore del sito di Libero, i pensieri dei fan si alternino a post inviati dai lettori per commentare altri articoli del “quotidiano”, a commenti intestati a Filippo Facci, a lamentele della stessa Fiammetta, che, turbata, fa notare come il suo «dare il LA» per la riflessione politica non porti ad alcuna discussione contruttiva, e ad altri spunti troppo tecnici e farciti di dati e numeri troppo tecnici a cui lei non sa rispondere. Ancora imbarazzo. Fiammetta.

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