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Sesso opposto, croce e delizia.

Questa settimana ho avuto la conferma che le effusioni di due uomini mi eccitano e mi stimolano la fantasia. Lo avevo già sospettato, prima con Beautiful, lo storico video di Christina Aguilera, dove due ometti pingui e mollicci si baciano.

Poi è arrivato un film inutile, ma capace di farci gioire: Diverso da chi? Urliamo tutti insieme: LUCA ARGENTERO E FILIPPO NIGRO FATECI SOGNARE! Ancora e ancora…

Sempre di fiction, però, si trattava! Ma questa settimana, oh, che dolcezza e batticuore con l’ormai mitica foto di Zlatan Ibrahimovic e Gerard Piqué che si confidano e intrecciano le loro mani e il loro bacino, con ritrosia e passione malcelata.

Due calciatori: è come quando agli uomini metti due bionde tettone un po’ volgari che non sono lesbiche neanche lontanamente. Due calciatori, di cui uno è Ibra, l’irriverente, l’antipatico, il violento, il presuntuoso, l’ignorante, l’irascibile, anti-fair play per eccellenza. Ma allo stesso tempo sudato, muscoloso (sì! ma cosa importantissima: muscoli non da palestra, ma scolpiti da anni e anni di partite e allenamenti), con i capelli lunghi ormai sfibrati da mille docce in spogliatoi maschili che puzzano di feromone.

Sdoganiamo dunque la fantasia del doppio anche per le donne! È ora! E giusto in tempo per godere ancora di più durante le partite del prossimo mondiale.
Personalmente vorrei Ringhio Gattuso e Fabio Cannavaro.  Me li immagino… Sguardi ritrosi, occhioni e tratti machi del sud che si incrociano, muscoli timidamente guizzanti. Però anche Fabien Barthez e Alex Del Piero

Altro giro, altra passione. Incorreggibile e per nulla benaccetta da parte di me stessa. Con mio grande dolore, istintivamente seguo lo stereotipo della donna media e mi riconfermo attratta dall’uomo di destra più di quello di sinistra.

NB: con destra NON si intende La Lega, La Destra, PDL e UDC (Giammai, schifo!), ma la vecchia old fashioned destra, quella un po’ stilosa e accessoriata di aplomb, che da noi è miseramente sparita con l’aiuto del cafonissimo Popolo della Libertà e cosacce varie.
E purtroppo, quando questa settimana, in vista delle elezioni britanniche, ho saputo che Alex James dei Blur – che ho sempre amato, ma che ho perso di vista da un po’ di anni – vota Tory (in sua compagnia Gary Barlow dei Take That, Craig David, Phil Collins, Tony Hadley degli Spandau Ballet) – dopo un primo grugnito di schifo… mi sono poi scoperta compiaciuta.
In effetti, sono sempre stata – in maniera combattuta, ovvio – innamorata di Gianfranco Fini. Lo so, lo so, non dovrei. Ma ribadisco: con destra non intendo quella ormai nostrana. E si sa che i Tory sono ormai i nuovi Labour, lo dicono tutti. Ecco.

In effetti non potrei mai e poi mai essere attratta da un PD. I Comunisti che ho incontrato sono stati una grande delusione. E l’altro giorno, reduce da una giornata di cappelle al lavoro resi ancora più pesanti dall’arrivo di “quei giorni lì”, ho insultato in pieno stile tamarro Davide Bono che passava in bicicletta in via Garibaldi. Che spauracchio! L’ho visto passare, con quella faccia e quei capelli, e non potevo non urlargli dietro, per poi andare a sfogarmi con la frittura dal Re Calamaro.

Ora, tre ultimi pensierini dedicati a uomini politici internazionali e non-uomini.

mmh, effusioni maschie anche per JuanCarlos...

1) Un bacio a re Juan Carlos. Io amo il re di Spagna, anzi, amo tutta la famiglia reale dei Borbone tranne quel bell’imbusto di Jaime de Marichalar da cui finalmente l’infanta Elena ha divorziato, dopo anni di tribolazioni e tradimenti sentimentali ed economici. Per questo mio amore, tutti i miei amici spagnoli mi hanno sempre ammonito, ma Juan Carlos mi sta simpatico, quindi tanti abbracci e auguri dopo l’operazione che hai subito ieri. Commozione.

2) Vedere Silvio Muccino che fa un ditalino a Carolina Crescentini in Parlami d’Amore è stata una delle scene più orribili a cui abbia assistito. Tutti i miei coinquilini hanno avuto un conato di vomito per questa scena gratuita.

Me lo immagino Silvio Muccino, tra l’altro regista del filmculo*, che decide di aggiungere la scena per sottolineare il momento di paffione, ma comunque non amore e solo poffeffione.
Silvio Muccino, tu mi sottolinei solo quanto sei inutile! Silvio Muccino: se dovessi scegliere tra te e Davide Bono, picchierei te. A sangue. E basta ansimare!
* I filmculo sono quei film palesemente orribili, senza aspettativa, che io e la mia coinquilina Giulia costantemente cerchiamo e guardiamo. Filmculo sono ovviamente quelli di Moccia e i vari con Capotondi, Crescentini, Vaporidis, Silvio Muccino, Katy Saunders, Michela Quattrogiogghe e soprattutto Davide Rossi, il figlio di Vasco Rossi.
Davide Rossi è peraltro protagonista del peggio (quindi meglio) filmculo: Albakiara, ispirato dalle canzoni di Vasco. Perchennò?
Scena finale imperdibile: Raz Degan che spara a Chiara e dice: «È finito il tempo delle mele, puttana!»

3) Ecco la prova che Roberto Calderoli e Susan Boyle sono la stessa persona, o che sono perlomeno separati dalla nascita. Sarebbe una carrambata deliziosa e irresistibile.

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In questo momento Benedetto DecimoSesto [in Piazza San Carlo NON erano 50.000! non raccontiamo palle!] sta visitando la Sindone, offrendo ai torinesi una riflessione profonda. Allo stesso modo, vi voglio far riflettere su alcuni avvenimenti di questa settimana frenetica e drammatica, eventi a cui come al solito l’informazione ormai venduta non dà il giusto spazio:

Sabato 24 marzo, NO LEGA DAY. L’onda di sdegno e disgusto per il nuovo governatore del Piemonte si è ormai placata, e tra una rivendicazione per la pillola RU486 e un insulto al patto per la vita, l’Arcigay ne ha approfittato per fare i casting per Maschi contro Femmine, il nuovo film di Fausto Brizzi con Nicolas Vaporidis. Alcune scene, infatti, verranno girate durante il prossimo Gay Pride.

Nicolas “Faccia da schiaffi” Vaporidis si fa tutte le coprotagoniste dei suoi film. L’insopportabile attore, insospettabilmente 29enne, si è fatto la Capotondi, la Crescentini, ora si sollazza con l’utile Sarah Felberbaum.

A proposito di Lega, CALDEROLI è diventato Susan Boyle.

La sera del 25 aprile c’è stato, in Piazza Castello, il consueto concerto. Ho quasi preferito Marracash ai noiosissimi Baustelle, ma soprattutto Grazie Grazie Grazie a te, scandalosa presentatrice. Qualcuno mi sai dire il nome? Dicono che sia originaria della ridente e pianeggiante Brusasco! Ve prego! Gabriella Ferrero! Quanto imbarazzo in una sola persona (sì sì, imbarazzo stile Fiammetta Cicogna)! Sembrava che parlasse al pubblico dello Zecchino d’Oro, ha fatto anche «Lallallà» per introdurre i Baustelle (spiegato perchè erano sottotono e non sono mai decollati)!

E che dire delle patetiche letture, capaci di spegnere il cervello di tutto il pubblico? Tra tutti ha spiccato una ubriacona che si è sentita sfarfugliare e gridare, con voce isterica alternata a piccoli svenimenti: «Donne! Sì. Donne… resis… il ponte della resistenza. Anche noi. Donne. Ecco.»

In Nuova Zelanda una nonna (72 anni) e un nipote (26) si sono innamorati e ora aspettano un bambino (grazie a una mamma-surrogato): PEARL CARTER e PHIL BAILEY, originari dell’Indiana, si amano, e se ne fregano dei giudizi degli altri, come sempre «isolo invidiosi del sentimento che proviamo l’uno per l’altro»… beh, ecco… I due si sono conosciuti solo pochi anni fa, quando, a causa della malattina della madre, il giovane è stato affidato all’anziana. «Dal primo momento in cui l’ho visto, ho saputo che non avremmo mai avuto un rapporto nonna-nipote» afferma lei, e poi, non contenta, continua: «L’ho chiamato in camera mia e l’ho fatto sedere. Poi l’ho baciato. Mi aspettavo un’altra reazione, invece ha risposto al bacio. Per la prima volta mi sento sessualmente viva».
Il nipote chiosa, facendoci capire molte cose: «Mi sono sempre piaciute le donne più grandi e penso che lei sia bellissima». Beh Roy Parsifal non può che essere orgoglioso!

Torna nelle casa degli italiani BUD SPENCER, con la nuova serie I delitti del cuoco: il mito della nostra infanzia è un ex poliziotto che diventata cuoco ad Ischia, per rilassarsi dopo anni di lotta al male. Il burbero dal cuore d’oro, però, continuerà la carriera di braccio destro della legge, insieme al commissario-figlio Enrico Silvestrin, che diventa così ufficialmente EX sexydj di Mtv degli anni Novanta.
Non abbiate paura: Bud continuerà a tirate pugni! Ma il montaggio, come vedete nel link,  dovrà fare miracoli!

E per finire, Jovanotti sta tenendo una serie di conferenze negli Stati Uniti. Ad Harvard ha fatto il pieno. Il cantante, che ultimamente ha adottato un look da squinternato menestrello patetico, per l’America ha invece optato per una trendy-hipster camicia a quadri. Nel suo intervento parlerà di musica e – SORPRESA SORPRESA – PACE!! E infatti, nella foto, dietro di lui, campeggia Bob Marley (che come sappiamo significa: rasta, nero, colore, pace, reggae, sinistra, libertà, marijuana, concetti a casaccio intrinsechi in genere musicale ormai noioso).

Lo immagino in Aula Magna: si gratta la testa e, con lo sguardo malinconico (che ultimamente alterna agli abbracci con cui ricopre i suoi amici artisti che lo aiutono in qualche canzone umanitaria malriuscita) pone domande retoriche al pubblico. Mi prudono già le mani. Parlerà anche, approfonditamente, come nel suo stile, di diritti umani e di cancellazione del debito del Terzo Mondo: «Cattivoni, è facile: basta cancellare il debito».

Questo è il primo tentativo di blog a 4 mani ideato, prodotto e realizzato da me e Cloudintheocean.

Per uno strano fenomeno, i ragazzi nati nell’88 risultano maledettamente attraenti e impossibili. Maledettamente perchè a notarlo sono due over25 che devono mantenere una certa dignità e un certo status acquisito – secondo loro – da un’educazione sentimentale a cui vogliono dare un inutile senso progressista e lineare.

Ma come si può mantenere fede ai princìpi della Disney quando ti trovi di fronte non a uno sbarbatello, bensì a un uomo (a volte hanno anche la barba) che ti guarda con due placidi occhi che sembrano saperla lunga, e un sorriso sornione?
Attenzione, però: colui dell’88 non è un innocentino, ed è tutt’altro che banaluccio da gestire!

Quando eravamo noi a essere 22enni, i maschi si dividevano in due categorie (vestimentarie e di stile in primis, e quindi politico-artistiche-musicali): quelli di sinistra e quelli no. Poi c’erano gli inutili.
Quelli di sinistra sono ormai indigesti, e il loro retrogusto veterocomunista-salentino-uggioso (“mi scateno solo ai Muri, ma sottolineo il fatto di non sapere veramente ballare perchè… ehm… perchè… perchè è così e basta”) ha, ormai, nauseato.
Quelli dell’88, ahinoi, sanno cos’è l’indie. Anzi, ne hanno il fresco sapore.

Più che altro, noi a 22 anni non potevamo sognarci pantaloni stretti, camicie e cappellino che scopri stare benissimo su ragazzi alti e magri. Il punto è: questi dell’88 sono quasi tutti alti e magri. E sono dannatamente vestiti stretti. E maledettamente sorridenti. Non c’è scampo.
Vai a un concerto e troverai uno di loro. Purtroppo per noi, quello dell’88 risulta essere l’amico di quello che ti baccaglia, o  il tipo che ti guarda e non si muove, perchè tu sei troppo vecchia. E non ti muovi tu perchè, per dio!, per Gaga! “è troppo giovane”!

A voi un esaustivo elenco puntato di alcune features dei tipetti dell’88:

– sono alti;
– hanno delle mani grandi;
– hanno vestiti e accessori vintage che SOLO ORA non risultano più ridicoli/fighetti/stonati/sfigati e danno immediatamente un certo gusto critico e consapevole nello stile (se li avessero messi i nostri coetanei a 22anni, sarebbero risultati ridicoli); vedi: RayBan, jeans skinny per uomo stretti al fondo, taglio anni 80 che a sua volta riprendeva anni 50, All Star;
– totale indifferenza verso il sesso femminile con conseguente frattura di innumerevoli cuori adulti;
disgusto per la musica salentina che ai nostri coetanei piace ancora;
– vacanza a Berlino già  nel curriculum. Ma non si affannano a dirtelo;
– passioni più diversificate: dall’architettura alla fotografia passando per il design, sanno alla perfezione tenere un discorso per più di 3 minuti su un qualsiasi argomento, soprattutto sulla musica. Ma non ti attaccano il pippone: per loro sono cose normali, naturali, individuali e quasi intime;
– recupero della musica elettronica (il tamarro ci piace sempre) che va al di là di Chemical Brothers e Massive Attack, e che viene accoppiata a musica indie, mantedendo e acquisendo credibilità;
– superamento (finalmente!) dell’amore incontrastato per grunge e/o metal;
– pur possedendo un sintetizzatore, c’è sempre una chitarra (elettrica) appoggiata al muro;
– recupero della felpa con cappuccio a tinta unita semplice e non di marca – con magari elastico al fondo che rimborsa – che fa cucciolone, abbinata all’altezza che fa uomo;
– riescono a capire quando è il momento di tacere, ma, cosa più interessante, sanno quando è il caso di avvicinare una donna e quando no. E ci sanno fare, al contrario dei loro compari;
– sì perchè si dosano, e non si fanno più vedere affamati di quello che sono;
– per quanto la mamma italiana abbia negli anni prodotto principini problematici, l’88 sembra saper badare a se stesso, tra estro e una punta di indie-bricolage;
-non dicono MAI cose come: “Comunque Buon compleanno Elvis era bello” oppure “Beh, ma Sally era un gran pezzo”.

Miei cari vi lasciamo con un sentito appello:

Cara classe 1988, ricordate il detto “gallina vecchia fa buon brodo?” Io fossi in voi lo terrei bene a mente. No, non stiamo parlando delle Milf. Esiste un intero mondo di giovani ragazze di qualche annetto in più che vorrebbero tanto starvi a sentire parlare per ore e ore o farsi fotografare da voi, quindi ogni tanto distogliete lo sguardo dalle giovincelle, che comunque non capirebbero cosa sia un korg, e dateci la soddisfazione di essere ricambiate nel nostro perpetuo amore.

Grazie, 1988, di mantenere viva la speranza in futuro migliore.

SEMPRE VOSTRE, V&C

Siamo in tempo di ostensione (per chi se lo fosse chiesto: ostendere, [o-stèn-de-re] ostèndo, -di, ostèndono; ostendènte; ostènto o ostènso, v. tr. Mostrare, dal dizionario online Hoeply), e Torino spopola di gadget e pellegrini a tema.

L’Uomo della Syndone fa capolino, in tutte le salse possibili: accendini e calamite dal tabaccaio, piatti da appendere al muro e tovagliette per la colazione sulle bancarelle, reliquia bruciacchiata al Duomo. E, a seconda dell’umore, per tutti questi articoli si può scegliere la versione in positivo o in negativo. Nero su bianco o bianco su nero?

Alcune profonde riflessioni sulla Syndone:

– Pellegrini, pellegrini, pellegrini e anche amici VIP in fila. Tutti noi vorremmo gridare: sì, però è solo l’Uomo della Syndone… Non è Gesù, almeno non di sicuro! Credere, però, è bello. Finchè ci è permesso, almeno in certe sfere della vita, è giusto dare al mondo la forma che vogliamo. Io non rinuncerò mai a credere che Billy Corgan sia effettivamente il fratello di SuperVicky, anche se la leggenda metropolitana in questione è già stata smontata in più e più punti, come mi insegna la mia coinquilina BecK’s.

– A proposito di serie anni Ottanta/Novanta, lo sapevate che Dustin Diamond, l’ex Screech di Bayside School, si è dato al porno? Ha girato  Saved by the Smell (gioco di parole con Saved by the Bell, titolo originale della serie), sperando di rimpolpare la fama e sanare i numerosi debiti. La tristezza.

– Oggi, durante la predica, il sacerdote della Chiesa di San Tommaso ha detto che Gesù era già generoso a partire dal suo gruppo sanguigno: AB+, il più utile. Sbagliato: l’AB+, oltre ad essere un locale di Torino, può donare sangue solamente a individui con sangue AB+, pur ricevendo da tutti i gruppi.

– Il nome del Sacro Sudario viene dal greco, e significa «lino di buona qualità».

– L’Uomo della Syndone si copre le pudenda davanti, ma non quelle dietro.

– La Syndone fa paura come Marcellino Pane&Vino.
Uomo della Sindone «Vieni qui, pellegrino, chiudi gli occhi»
Pellegrino sfigato «Ma veramente, io… »
U.S. «Shh, dormi pellegrino»
P.S. «Ecco io dovrei, ecco avrei delle cose da fare… »
U.S. «Dormi!»

– Vince finora, tra i souvenir, il piatto con:
Duomo di Torino a sinistra
Cielo glitterato e, in alto a destra, volto della Syndone fatto di nuvolette
Sotto: Syndone stesa
In basso a destra: Ratzinger che ammicca sornione.

Ma: da due mesi in via XX Settembre si pensa a come sfruttare il business della Syndone, infilandoci nel mercato dei gadget. Essendo umanisti privi di spirito imprenditoriale, non abbiamo tradotto in pratica le nostre brillanti idee da cazzeggio, che sicuramente avrebbero riscosso un enorme (e meritato) successo:

1) Set di lenzuola Syndone: copripiumone con il corpo, copricuscini con la testa. Double face in positivo e negativo.

2) Gira la Syndone: un giralamoda in cui ci si diverte a vestire il Santo Sudario come più ci piace, inventando mise e abbinamenti per mille situazioni… una cena con le amiche – o con gli apostoli -, una festa di beneficenza, una giornata in ufficio, in giudizio davanti a Ponzio Pilato. E qui si vola con la fantasia…

Fiammetta Cicogna. Che imbarazzo di donna. Perchè esiste?, chiediamocelo. Il pubblico non la ama. Di sicuro non è un talento, ma non è neanche uno di quei personaggi discussi, magari odiati, di cui non si riesce a fare a meno, come Belen (che io non odio), o Emanuele Filiberto. E a nessuno importa che sia stata scacciata dal Chiambretti Night, anche se lei cerca di sollevare un polverone che rimane silenzioso.

Fiammetta non si sarebbe presentata a una puntata del programma, per colpa di un volo cancellato e di un biglietto non comprato per assistere a una sfilata di Valentino.  «Non me la sarei persa neanche per il Papa», dichiara fiera e provocatrice. Fiammetta, ma chi ti si incula? «Io sono fatta così, ho sempre mille cose da fare, mille progetti da seguire».

Uno dei nuovi progetti di Fiammetta è il blog che tiene su Libero, il “quotidiano” (lo so, anche io speravo almeno nel glorioso server di posta, no… il “quotidiano”). «E tengo un mio blog sul sito del quotidiano Libero dove parlo di tutto, dalle elezioni alla moda». Da febbraio, Fiammetta ha scritto due post. Uno sulle elezioni, uno sulla moda. Anzi no, su Sanremo.

Avrei dovuto iniziare con una piccola presentazione per farmi conoscere da questo nuovo pubblico di lettori-web, per raccontare l’iter che mi ha portata a scrivere sul blog di un importante quotidiano, motivandone la scelta i come e i perché, ma si sa: il modo migliore per parlare di se stessi è il non parlarne.
Quale occasione migliore per iniziare si poteva presentare a una ragazza amante del giornalismo, nata dalla musica, lanciata sui palinsesti televisivi, con uno spirito critico ciòvane, fresco e cool?

Pensierosa e naturale Fiammetta...

Oh mio Dio! Fiammetta! Fiammetta parla e scrive – addirittura crede di sapersi destreggiare nell’uso della figura retorica chiamata “ironia” – ma non sente, intorno a sè, il continuo palpabile imbarazzo che si viene a creare. Per esempio quando si definisce «di destra, ma anche Hippy». Sì perchè Fiammetta ama la musica rock, ma anche la moda.

Torniamo al blog: il Fiammetta-pensiero su Sanremo è graffiante e originale, offre non pochi spunti di riflessione. Riassumendo: è una manifestazione di cattivo gusto che non premia i talenti e le belle canzoni, non attira un pubblico giovane, una kermesse attorno a cui girano tanti soldi, ma poca qualità. E gli abiti della Clerici erano brutti e i vincitori sono decisi a tavolino. Arguta Fiammetta, non la frega nessuno.

Ti prego, lettore alan.capelli, che hai lasciato il commento:

PAROLE SANTE FIAMMY, per fortuna che tu riesci sempre a trasformare la rabbia e la delusione che l’italia ti passa in fortissimi pezzi di giornalismo giovane. ma giovane per davvero! hai un talento anche nella scrittura. B R A V A continua così!

dimmi che sei ironico!

Secondo e ultimo pezzo, più di un mese dopo. Il titolo Ma è furbo votare contro chi ci sta sulle palle? rivela da subito una certa raffinatezza nell’uso della lingua italina. Il tono scanzonato dell’articolo non nasconde però la certa rabbia per quello che accade in Italia, dove i cittadini sono rei, in tempo di elezioni, di non informarsi sui programmi elettorali, ma semplicemente di “votare contro” il candidato che detestano. Fiammetta ascolta le riflessioni della gente («ho le capacità o la chioma bionda per far parlare chiunque») e va di marchetta: «Ci hanno visto lungo i quotidiani Libero e Il Fatto dedicando le rispettive prime pagine al “voto contro di loro” e al “voto contro di lui”»

Ma il finale è roboante:

Nessuna sana differenza tra il bene e il male, tra il lercio ed il pulito, tra la gavetta [!!!!!! , ndr] e i paracadutati dall’alto. Io stessa sono molto perplessa, ma da inguaribile amante dell’essere umano e convinta sostenitrice della presenza di un po’ di DNA del dimenticato zio Abele in ognuno di noi, continuo sulla strada della buona fede e del “non potrà piovere per sempre”…Positiva?! Molto positiva…forse troppo positiva!

Non capisco!
E lo strazio e l’imbarazzo – che Fiammetta, diciamocelo, si porta dietro – continuano sotto, nei commenti: il fato vuole che, per un errore del sito di Libero, i pensieri dei fan si alternino a post inviati dai lettori per commentare altri articoli del “quotidiano”, a commenti intestati a Filippo Facci, a lamentele della stessa Fiammetta, che, turbata, fa notare come il suo «dare il LA» per la riflessione politica non porti ad alcuna discussione contruttiva, e ad altri spunti troppo tecnici e farciti di dati e numeri troppo tecnici a cui lei non sa rispondere. Ancora imbarazzo. Fiammetta.

Alcuni brevi spunti di riflessione, forse retorici e sicuramente BANALI. Ma ho bisogno di sfogarmi. E questo blog è mio. Dopo, un gioco divertente.

I due Eroi della Lega: Roberto Cota e Alberto da Giussano. E non provate a dire che non sapete chi è quest'ultimo...

  • La regione ha deciso. Vorrei aggiungermi al gruppo di Facebook Cota non è il mio Presidente. Ma come faccio? La democrazia ha fatto il suo corso, la maggioranza ha vinto e l’unica soluzione è andarsene dal Piemonte. Voglio solo aspettare, per vedere un leghista festeggiare i 150 Anni di Unità dell’Italia.
  • Basta con questo suffragio universale. Ci vuole un discrimine. In fondo è una parola che tanto piace ai leghisti. E come discrimine propongo: l’ignoranza della gente. Mettiamo un test che dà accesso alla propria scheda elettorale. Domande semplici, di conoscenza base di storia, geografia ed educazione civica. Es.:  ≪Quanti membri ha il senato?≫, ≪Quante province conta la tua regione e chi è il Presidente della tua provincia?≫, ≪A cosa serve il Parlamento?≫, ≪Chi è il Presidente della Repubblica?≫. Ognuno di noi sarebbe costretto a un ripassino, sempre utile. Purtroppo questo test non lo fanno neanche per la consegna dal badge parlamentare (ok, è una battuta scontata, e allora?).
  • Non dico queste cose come una di sinistra che insulta gratuitamente la destra. NO. Anzi, avrei una domanda un po’ più difficile: non c’è nessuno di destra a cui questa politica di destra fa schifo? Là fuori, so che ci siete. Sia tra gli elettori, sia tra i politici. E allora gridate cazzo, per la vostra dignità.
  • Possibile che l’ultimo ad averlo fatto sia stato Scalfaro (il cui video del famoso ≪Non ci sto≫ manco si ritrova su Youtube, se non manipolato da qualche buontempone che si diverte a inserire scorregge nel montaggio – wow, manco il mio umorismo arriva a tanto)?
  • Ieri il mio amico Ale mi ha fatto pensare ai tempi di Don Camillo e Peppone, metafora del vecchio teatro politico. Un teatro in cui ognuno combatteva per le sue Idee . Idee riconoscibili in quanto tali persino dall’avversario in quanto avversario. Incredibile.
  • Mi hanno rubato il colore preferito, il verde.

    Il virilissimo e soprattutto padanissimo Raz Degan nelle vesti di Alberto da Giussano

  • Una volta per sentirsi virili, ci si comprava la macchina grande, la moto. Ora si vota Lega. Il mondo, ormai, è difficile da capire, ha troppe sfumature. La Lega, così come il ministero con la m minuscola di Calderoli, semplifica.
  • E giusto per semplificare e per sbandierare virilità, Cota ha già ribadito più volte che revocherà i fondi per il gaypride.
  • Ma Cota è per la difesa della vita – disse prima di massacrare i NoTav – e per questo le pillole RU486 ordinate dalla precedente giunta rimarranno in magazzino. Caro, ma la Lega, agli albori, non si vantava di non essere serva della Chiesa? Almeno quello, dai, dai…
  • Cosa dovevano ancora fare Pdl e Lega per perdere credibilità agli occhi dei cittadini (con la c minuscola)? Ah, no, giusto. Era tutto un complotto.
  • Non vedo l’ora di leggere i libri di storia che usciranno tra 50 anni.

Ora però voglio proporre un GIOCO. Anche questo costruito BANALMENTE, superficialmente. Lo dedico a chi ha votato il Carroccio e s’intitola GIOCHIAMO ALLA LEGA. Giusto per allenarci ai prossimi anni.

Scopo del gioco – ironico, ma crudele – è trovare l’intruso, l’infiltrato. Io faccio il giudice.

Cari amici meridionali che avete votato Lega (o alleati), grazie! Avete aiutato la depurazione del Piemonte, ma non sapete che le prime vittime siete voi. Nella mia memoria di bambina cresciuta in un piccolo paesino

Bagnuma 'nt l'oli tùit ansema

piemontese, quanti insulti sul vostro conto! Voi terroni, napuli, scansafatiche, arrivati a rubare il lavoro. Guai se una ragazza portava a casa il fidanzato del Sud, o viveversa. Meno male che il padre, facendo pronunciare allo straniero la frase Dui puvrun bagna’ ‘nt l’oli lo fregava subito. Poi sono arrivati gli albanesi e ci siamo distratti.
Cosa dite, che in questi anni avete conquistato il vostro posto, vi siete dati da fare? Non mi sembra. Infatti, nei circoli e circuiti strattamente piemontesi si parla ancora di quanto voi siate “diversi”. E poi avete macchiato la Nostra società civile con i vostri usi e costumi barbari: gli orecchini d’oro a cerchio con lo smalto, i buchi alle orecchie nelle bambine neonate, e negli anni Novanta avete inaugurato le frangette maschili ossigenate. E poi la puzza di melanzana fritta sui pianerottoli, a ogni ora… E poi, cari, è anni che siete qui. Possibile che non siate ancora in grado di parlare con un accento corretto, decente? Dite che non esiste un accento “corretto”? Beh, qui si parla il Nostro. E basta infestare la nostra lingua con parole come “minchia“!

Ah, voi veneti. Non pensiate di rimanere illesi. Prima dei meridionali siete arrivati voi. Sicuramente sarete d’accordo con il gioco, visto che i vostri corregionali hanno portato il ministro Zaia al potere, come era naturale, anche se un pettegolezzo trevigiano lo vuole, negli anni Ottanta, famoso spacciatore di pasticche alla discoteca Manhattan di TV. Sicuramente, se fosse vero, sarebbero state pasticche Made in Italy, non contraffatte, giusto per difendere l’agroalimentare italiano. Ma torniamo a noi. Cari veneti. Ricordo aneddoti dei nonni piemontesi che raccontavano quanto foste “strani”, appena arrivati. Nella mente ne ho uno in particolare, che narra di come schiacciavate le nocciole con un martello. Ma chi ha mai visto, trogloditi! E poi, quella vostra impossibilità di distinguere le consonanti doppie da quelle semplici… Tornatevene a casa.

Tornatevene a casa, cuneesi!

Ok, ora però bisogna tirare le somme, per bene. Voi vercellesi. Alle orecchie di noi Torinesi il vostro accento suona veramente ignorante, volgare. Tornate nelle campagne, per Dio! E… cuneesi… la vostra Granda offre abbastanza spazio vitale per voi, il vostro gozzo, il vostro mento enorme. Tornate là a sprecare la luce.

Quanto a me, lo ammetto, con i miei imbarazzanti provincialismi sto intaccando Torino, mio attuale domicilio. Devo tornare a Cavagnolo e, più precisamente, a Casa Mosso Alto.

Silvia Valerio, la coraggiosa. Silvia Valerio, la provocatrice. Silvia Valerio non le manda a dire a nessuno! Silvia Valerio ha un fisico nella norma e ammicca.

Coraggiosa scrittrice diciottenne, la smaliziata ma birichina Silvia è balzata agli onori delle cronache questa settimana  per la pubblicazione del sua opera prima, C’era una volta un presidente. Ius primae noctis.

Silvia è una vera provocratrice, e visto che Dio (o anche Allah in questo caso) li fa e poi li accoppia, vorrebbe al suo fianco un uomo della sua stessa specie e, precisamente, Mahmud Ahmadinejad. Il presidente iraniano, famoso per lo strabismo di venere e per scegliere i vestiti sempre un po’ più grandi di quella che sarebbe la sua taglia, è l’unico esempio di Uomino con la U maiuscola rimasto sulla faccia della terra. Un vero personaggio scomodo, altro che Fabrizio Corona!

Mahmud ha, dalla sua, il fatto che è «un eretico del nostro tempo. Nega l’olocausto [e per questo mi ispiri sesso in modo assurdo, certo, ndr]; pensa di usare l’atomica; mette a tacere l’opposizione; minaccia l’America». Inoltre, aggiungo io, è nato il 28 ottobre: scorpione, bravissimo a letto! Un vero maschio, che, con quella marcia in più che gli fa impedire alle donne di «sentirsi il vento tra i capelli», sarà senz’altro in grado di dominare la nostra vergine auto-sacrificale.

Quella di Silvia è una decisione (di buon gusto), presa dopo aver maturato le esperienze (di petting, deduco) che racconta nel suo diario, incontri sciapi e avventure insapore in cui inciampa nel corso dell’estenuate ricerca tra i meandri di quella che è la «straordinaria commedia umana che è la società contemporanea».

L’indomito re, l’unico – insieme a Fabrizio Corona, torno a precisare – che si comporta in modo che va «oltre le solite politiche di equilibrio» è il lanciatore di coltelli in una politica in un circo dove tutti sono solo clown, per questo ha il diritto, come suggerisce il titolo del romanzo, di cogliere per primo il frutto delle vergini compiacenti. Solo, però, di quelle che hanno il coraggio di guardare in faccia alla realtà. Sì, perchè come sottolinea l’avventente ma alfabetizzata Silvia, una donna deve avere l’onestà di ammettere che «l’emancipazione è solo una fatica in più», un’inutile illusione dopo anni in cui la donna è stata un mero strumento di pubblicità da parte dei detentori del potere. Per questo la coraggiosa pulzella ha corredato il sito di foto che la ritraggono leggere, con una sensualità tutta “particolare” emanata da scarpe che persino da Pittarello – La Città della Calzatura di Settimo Torinese rifiuterebbero di esporre.

La Bella (nella norma) Addormentata (imenemente parlando) sadomanso, ci tiene a precisare che non parla a vanvera, e sul suo sito sottolinea – soprattutto attraverso le foto – come la sua scrittura sia un’evasione dal mondo che la circonda,  un universo troppo culturalmente – e sensualmente e mascolinamente – mediocre per il suo calibro:

Silvia Valerio
Scende portata dalla cicogna circa diciotto anni fa, e ama subito le storie di fate e le leggende greche.
Inizia un quaderno di poesie infantili molto convinte e ci affianca un più intonato divertissement satirico [il Bagaglino? ndr] [no, comunque io questa frase non l’ho capita. ndr] .
Lascia temporaneamente queste graziose occupazioni per dedicarsi alle cose più serie che le riserva la (d)istruzione [inedito gioco di parole! ndr] primaria.
Va al liceo classico, credendo di respirare l’aria di Atene, o per lo meno quella di Tebe [lei sì che conosce la Grecia antica! ndr].
Ingenua [stoccata asciutta e decisa all’accademismo contemporaneo! ndr].
Adesso ha ripreso le occupazioni originarie [quali? cosa? ndr]e nel tempo libero pratica antropologia, cura il proprio hortus conclusus [mirabolante definizione latina! questa donna ha un editor, o perlomeno un consigliere? ndr], e ha una collezione di disincanti.


Il suo libro è stato plaudito dall’altrettanto coraggioso Marcello Veneziani, penna de Il Giornale, membro del Consiglio di Amministrazione della RAI  durante la XIV Legislatura (Governo Berlusconi II e III) e membro del Consiglio di Amministrazione di Cinecittà, che lo ha definito, in un coraggioso esercizio di parole in libertà «Verginità e trasgressione: il miracolo di vita [???, ndr], scrittura e ribellione [de che?, ndr] di una ragazza neanche ventenne».

L’opera è edita da Vallecchi Editore, il cui sito suggerisce di acquistare, se il libro della Valerio è di nostro gradimento, anche Galileo Galilei e l’Universo dei suoi libri, Cioccolata squisita gentilezza, Il diario del futurismo e Manifesto della destra divina.